INTRODUZIONE: La chirurgia tonsillare, pur evidenziando una diminuzione negli ultimi decenni, rientra tra gli interventi eseguiti con maggior frequenza ed essendo considerata una chirurgia “intermedia” ma non scevra da rischi, è caratterizzata da una marcata variabilità anche all’interno dei singoli paesi, tra i quali l’Italia, con variazioni spesso attribuibili all’eterogeneità della pratica medica e nella formazione degli specialisti rispetto a differenze di morbosità (Materia E et al. Pediatr Med Chir 2004; 26: 179-86.). Le principali indicazioni agli interventi di tonsillectomia sono rappresentati dalla sindrome delle apnee ostruttive del bambino (OSAS) con ipertrofia adenotonsillare e dalle forme severe di tonsillite ricorrente. MATERIALI E METODI: Con l’obiettivo di dimensionare il ricorso alla chirurgia tonsillare nella popolazione veneta di età 0-17 anni è stato condotto uno studio retrospettivo relativamente agli interventi praticati nel decennio 2003-2012 a livello nazionale, sia da strutture pubbliche che private accreditate, avvalendosi dell’archivio regionale informatizzato anonimo delle SDO. In base ai codici diagnosi ICD9-CM presenti nelle SDO, nel corso dell’analisi le indicazioni all’intervento sono state classificate in tonsilliti ricorrenti e sindromi ostruttive. Per dimensionarne l’impatto nella popolazione veneta, è stato utilizzato il tasso di interventi annuo (TI) per 10.000 residenti, calcolato annualmente in considerazione dei mutamenti demografici intervenuti, e per la valutazione dell’andamento temporale si è fatto ricorso al test chi-quadrato per trend. RISULTATI: Nel decennio considerato sono stati identificati complessivamente 27.971 interventi di tonsillectomia (TI: 35,1), le cui indicazioni erano rappresentate principalmente da un ostruzione delle vie aeree (51% - TI: 17,8) e il mal di gola cronico (48% - TI: 16,8). Dalla stratificazione per fascia di età del campione si è evidenziato un decremento per patologia ostruttiva all’aumentare dell’età (0-1 anni: 75%; 10-17: 16%; X2 trend: 3257; p<0,05) con un andamento opposto per il mal di gola cronico (X2: 107,1; p<0,05); il TI era più elevato era appannaggio della fascia 2-4 anni (80,1), seguita dalla 5-9 (46,8). Per quanto concerne il trend temporale si è assistito ad una significativa diminuzione (X2:186,3; p<0,05) nel periodo oggetto dell’analisi, con il TI dell’ultimo anno pari a 30,4 rispetto al 38,1 del primo. Il dato relativo al secondo quinquennio (OR: 0,83; IC95%: 0,81-0,85; p<0,05) ha evidenziato un valore decisamente inferiore al primo in particolare per le patologie ostruttive (19,9 Vs. 15,8) rispetto al mal di gola cronico (18 Vs. 15,7). CONCLUSIONI: Quanto evidenziato, oltre a confermare le indicazioni all’intervento, ha evidenziato una diminuzione nel ricorso alla chirurgia tonsillare in particolare per le patologie ostruttive e ciò è in linea a quanto riportato in letteratura pur considerando che si tratta di uno degli interventi eseguiti con maggior frequenza nel nostro paese. Da sottolineare inoltre come alla luce della forte variabilità, anche a livello regionale, il ricorso alla tonsillectomia in età pediatrica, oltre ad essere gravato da una potenziale inappropriatezza continui ad essere a tutti gli effetti come una procedura ad elevata discrezionalità e variabilità attribuibile all’eterogeneità nella pratica medica e antagonizzabile, nell’ottica d i politiche di appropriatezza, dalla diffusione e condivisione di linee guida tra i professionisti.

IL RICORSO ALL’INTERVENTO DI TONSILLECTOMIA IN ETÀ PEDIATRICA NELLA POPOLAZIONE VENETA

TARDIVO, Stefano;
2014-01-01

Abstract

INTRODUZIONE: La chirurgia tonsillare, pur evidenziando una diminuzione negli ultimi decenni, rientra tra gli interventi eseguiti con maggior frequenza ed essendo considerata una chirurgia “intermedia” ma non scevra da rischi, è caratterizzata da una marcata variabilità anche all’interno dei singoli paesi, tra i quali l’Italia, con variazioni spesso attribuibili all’eterogeneità della pratica medica e nella formazione degli specialisti rispetto a differenze di morbosità (Materia E et al. Pediatr Med Chir 2004; 26: 179-86.). Le principali indicazioni agli interventi di tonsillectomia sono rappresentati dalla sindrome delle apnee ostruttive del bambino (OSAS) con ipertrofia adenotonsillare e dalle forme severe di tonsillite ricorrente. MATERIALI E METODI: Con l’obiettivo di dimensionare il ricorso alla chirurgia tonsillare nella popolazione veneta di età 0-17 anni è stato condotto uno studio retrospettivo relativamente agli interventi praticati nel decennio 2003-2012 a livello nazionale, sia da strutture pubbliche che private accreditate, avvalendosi dell’archivio regionale informatizzato anonimo delle SDO. In base ai codici diagnosi ICD9-CM presenti nelle SDO, nel corso dell’analisi le indicazioni all’intervento sono state classificate in tonsilliti ricorrenti e sindromi ostruttive. Per dimensionarne l’impatto nella popolazione veneta, è stato utilizzato il tasso di interventi annuo (TI) per 10.000 residenti, calcolato annualmente in considerazione dei mutamenti demografici intervenuti, e per la valutazione dell’andamento temporale si è fatto ricorso al test chi-quadrato per trend. RISULTATI: Nel decennio considerato sono stati identificati complessivamente 27.971 interventi di tonsillectomia (TI: 35,1), le cui indicazioni erano rappresentate principalmente da un ostruzione delle vie aeree (51% - TI: 17,8) e il mal di gola cronico (48% - TI: 16,8). Dalla stratificazione per fascia di età del campione si è evidenziato un decremento per patologia ostruttiva all’aumentare dell’età (0-1 anni: 75%; 10-17: 16%; X2 trend: 3257; p<0,05) con un andamento opposto per il mal di gola cronico (X2: 107,1; p<0,05); il TI era più elevato era appannaggio della fascia 2-4 anni (80,1), seguita dalla 5-9 (46,8). Per quanto concerne il trend temporale si è assistito ad una significativa diminuzione (X2:186,3; p<0,05) nel periodo oggetto dell’analisi, con il TI dell’ultimo anno pari a 30,4 rispetto al 38,1 del primo. Il dato relativo al secondo quinquennio (OR: 0,83; IC95%: 0,81-0,85; p<0,05) ha evidenziato un valore decisamente inferiore al primo in particolare per le patologie ostruttive (19,9 Vs. 15,8) rispetto al mal di gola cronico (18 Vs. 15,7). CONCLUSIONI: Quanto evidenziato, oltre a confermare le indicazioni all’intervento, ha evidenziato una diminuzione nel ricorso alla chirurgia tonsillare in particolare per le patologie ostruttive e ciò è in linea a quanto riportato in letteratura pur considerando che si tratta di uno degli interventi eseguiti con maggior frequenza nel nostro paese. Da sottolineare inoltre come alla luce della forte variabilità, anche a livello regionale, il ricorso alla tonsillectomia in età pediatrica, oltre ad essere gravato da una potenziale inappropriatezza continui ad essere a tutti gli effetti come una procedura ad elevata discrezionalità e variabilità attribuibile all’eterogeneità nella pratica medica e antagonizzabile, nell’ottica d i politiche di appropriatezza, dalla diffusione e condivisione di linee guida tra i professionisti.
tonsillectomia; età pediatrica; Regione Veneto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/872604
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