L’evoluzione degli scenari organizzativi, sociali, assistenziali e normativi che negli ultimi decenni hanno caratterizzato il nostro Paese ha naturalmente condizionato una lenta ma progressiva transizione verso profili professionali sempre più orientati alla elevata specializzazione ma, allo stesso tempo, fortemente “contigui” in termini di competenze e funzioni. Problemi sempre più caratterizzati da multidimensionalità e variabilità portano con sé l’imprescindibile necessità del ricorso a processi di valutazione e soluzione interdisciplinare integrando “saperi” ed abilità professionali diverse e complementari. La stessa complessità valutativa dei bisogni assistenziali socio sanitari e delle reti di organizzazioni e strutture in cui si erogano servizi per il loro soddisfacimento rende ragione del passaggio da modelli di assistenza semplici, monoprofessionali o scarsamente integrati ad altri, al contrario, in cui attraverso la condivisione dei saperi, l’interazione delle competenze e le comunità professionali si realizza un approccio sistemico ai processi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Anche i percorsi della formazione dei professionisti che operano nel Sistema (socio) sanitario vanno evolvendo (forse con maggiore lentezza) verso modelli più coerenti con tale scenario e con la sua complessità e fra le tante Professioni lo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva è quello che per la sua stessa natura di “nodo iperconnesso” nelle reti assistenziali trova stimoli, opportunità e fondamenti scientifico culturali maggiori e più solidi in questa transizione. La figura dell’Igienista vede da sempre (ed oggi ancor più enfatizzata) un perfetto equilibrio fra le dimensioni operativa (tecnica), specialistica (scientifica) e gestionale relazionale (ed organizzativa) le cui interazioni ne definiscono la professionalità.

I percorsi formativi della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva: scenari attuali e prospettive future

ROMANO, Gabriele;TARDIVO, Stefano
2011

Abstract

L’evoluzione degli scenari organizzativi, sociali, assistenziali e normativi che negli ultimi decenni hanno caratterizzato il nostro Paese ha naturalmente condizionato una lenta ma progressiva transizione verso profili professionali sempre più orientati alla elevata specializzazione ma, allo stesso tempo, fortemente “contigui” in termini di competenze e funzioni. Problemi sempre più caratterizzati da multidimensionalità e variabilità portano con sé l’imprescindibile necessità del ricorso a processi di valutazione e soluzione interdisciplinare integrando “saperi” ed abilità professionali diverse e complementari. La stessa complessità valutativa dei bisogni assistenziali socio sanitari e delle reti di organizzazioni e strutture in cui si erogano servizi per il loro soddisfacimento rende ragione del passaggio da modelli di assistenza semplici, monoprofessionali o scarsamente integrati ad altri, al contrario, in cui attraverso la condivisione dei saperi, l’interazione delle competenze e le comunità professionali si realizza un approccio sistemico ai processi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Anche i percorsi della formazione dei professionisti che operano nel Sistema (socio) sanitario vanno evolvendo (forse con maggiore lentezza) verso modelli più coerenti con tale scenario e con la sua complessità e fra le tante Professioni lo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva è quello che per la sua stessa natura di “nodo iperconnesso” nelle reti assistenziali trova stimoli, opportunità e fondamenti scientifico culturali maggiori e più solidi in questa transizione. La figura dell’Igienista vede da sempre (ed oggi ancor più enfatizzata) un perfetto equilibrio fra le dimensioni operativa (tecnica), specialistica (scientifica) e gestionale relazionale (ed organizzativa) le cui interazioni ne definiscono la professionalità.
percorsi formativi
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