Introduzione Le fratture pertrocanteriche sono patologie comuni in pazienti anziani e il loro trattamento ha una elevata percentuale di complicanze dovute a molteplici problemi (cut-out della vite cefalica, rotazione della testa). Materiali e metodi Il nostro studio ha esaminato 62 pazienti (38 femmine e 24 maschi) con età media di 84,36 anni (range da 80 a 95 anni). I pazienti presentavano fratture pertrocanteriche instabili, definite come fratture a tre o più frammenti, un’età maggiore di 80 anni e osteoporosi severa (1 o 2 Singh score). Tutti i pazienti sono stati trattati con chiodo Gamma3 (Stryker S.r.l.) o VR Nail (Orthofix S.r.l.) in tecnica standard e l’augmentation dell’apice delle viti cervico-cefaliche eseguita con il sistema The Locker (Tecres S.P.A.). La valutazione è basata su: tempo chirurgico, recupero funzionale precoce usando l’Harris hip score modificato, Rx TAD e le complicanze meccaniche e biologiche. Durante il follw up sono deceduti 16 pazienti, nessuno a causa di complicanze chirurgiche o anestesiologiche o ad altre cause legate alla procedura chirurgica. Risultati La media dello score HHS era 50,4 a 1 mese dall’intervento, 56,21 dopo 3 mesi, 55,7 dopo 6 mesi, 59,45 dopo 12 mesi, 60,67 dopo 24 mesi, 61,55 dopo 36 mesi, 61, 65 dopo 48 mesi, 62,55 dopo 60 mesi e 62,28 dopo 72 mesi. Il calo medio di emoglobina è stato di 1,82. In 2 casi abbiamo riportato la migrazione del cemento attraverso la testa femorale. Non ci sono state altre complicanze (infezioni, cut out e necrosi della testa femorale) riportate dal follow up. Discussione La revisione della recente letteratura pone in evidenza la necessità di effettuare l’augmentation a sostegno delle fratture su base osteoporotica, sia esse riguardino l’arto inferiore che quello superiore. La scarsa qualità del tessuto osseo non fornirebbe un sufficiente substrato in cui il mezzo di sintesi possa ancorarsi stabilmente portando alle complicanze in argomento. Conclusioni Le osservazioni basate sui risultati riportati indicano che la procedura della cementazione della vite cefalica in fratture pertrocanteriche complesse in pazienti osteoporotici potrebbe migliorare la stabilità dell’impianto, favorendo la ripresa funzionale precoce e riducendo-annullando il fenomeno del cut-out.

AUGMENTATION NELLE FRATTURE PERTROCANTERICHE DELL’ANZIANO OSTEOPOROTICO CON SISTEMI CON 1 E 2 VITI: 6 ANNI DI ESPERIENZA

MALUTA, Tommaso;DALL'OCA, Carlo;Magnan, Bruno
2013-01-01

Abstract

Introduzione Le fratture pertrocanteriche sono patologie comuni in pazienti anziani e il loro trattamento ha una elevata percentuale di complicanze dovute a molteplici problemi (cut-out della vite cefalica, rotazione della testa). Materiali e metodi Il nostro studio ha esaminato 62 pazienti (38 femmine e 24 maschi) con età media di 84,36 anni (range da 80 a 95 anni). I pazienti presentavano fratture pertrocanteriche instabili, definite come fratture a tre o più frammenti, un’età maggiore di 80 anni e osteoporosi severa (1 o 2 Singh score). Tutti i pazienti sono stati trattati con chiodo Gamma3 (Stryker S.r.l.) o VR Nail (Orthofix S.r.l.) in tecnica standard e l’augmentation dell’apice delle viti cervico-cefaliche eseguita con il sistema The Locker (Tecres S.P.A.). La valutazione è basata su: tempo chirurgico, recupero funzionale precoce usando l’Harris hip score modificato, Rx TAD e le complicanze meccaniche e biologiche. Durante il follw up sono deceduti 16 pazienti, nessuno a causa di complicanze chirurgiche o anestesiologiche o ad altre cause legate alla procedura chirurgica. Risultati La media dello score HHS era 50,4 a 1 mese dall’intervento, 56,21 dopo 3 mesi, 55,7 dopo 6 mesi, 59,45 dopo 12 mesi, 60,67 dopo 24 mesi, 61,55 dopo 36 mesi, 61, 65 dopo 48 mesi, 62,55 dopo 60 mesi e 62,28 dopo 72 mesi. Il calo medio di emoglobina è stato di 1,82. In 2 casi abbiamo riportato la migrazione del cemento attraverso la testa femorale. Non ci sono state altre complicanze (infezioni, cut out e necrosi della testa femorale) riportate dal follow up. Discussione La revisione della recente letteratura pone in evidenza la necessità di effettuare l’augmentation a sostegno delle fratture su base osteoporotica, sia esse riguardino l’arto inferiore che quello superiore. La scarsa qualità del tessuto osseo non fornirebbe un sufficiente substrato in cui il mezzo di sintesi possa ancorarsi stabilmente portando alle complicanze in argomento. Conclusioni Le osservazioni basate sui risultati riportati indicano che la procedura della cementazione della vite cefalica in fratture pertrocanteriche complesse in pazienti osteoporotici potrebbe migliorare la stabilità dell’impianto, favorendo la ripresa funzionale precoce e riducendo-annullando il fenomeno del cut-out.
augmentation; fratture pertroncanteriche; Osteoporosi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/717163
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