Introduzione. La Fascite Necrotizzante (FN) è un’infezione rapidamente progressiva delle fasce che colpisce soggetti spesso giovani ed apparentemente sani, rara (0,4 casi ogni 100.000 persone) ed associata ad elevata mortalità. La diagnosi clinica è complessa, specialmente nelle fasi precoci, tuttavia la prognosi è strettamente correlata ad una tempestiva terapia chirurgica, mirata ad asportare tutto il tessuto necrotico , dalla quale peraltro residuano ampi e deturpanti esisti cicatriziali. Materiali e metodi. La casistica esaminata era composta da quattro casi autoptici, 3 donne di età compresa tra i 31 e i 34 anni, apparentemente sane (caso 1, 3 e 4) ed un uomo di 50 anni (caso 2). Soltanto in 2 casi erano identificati fattori predisponenti allo sviluppo di FN e consistenti in mielodisplasia (caso 2) ed obesità associata a steato-cirrosi epatica (caso 4). In tre casi (1, 3, 4) il paziente si presentava all’attenzione del medico per sintomatologia algica post-traumatica. Un caso (2) era riferito ad un soggetto ricoverato con diagnosi di algie addominali irradiate all’anca e alla coscia sinistra. In tutti i casi, al primo consulto medico, erano rilevati soltanto segni aspecifici di FN, quali dolore e febbre; i segni più specifici (comparsa, a livello del distretto cutaneo interessato da FN, di discromie, alterazioni della consistenza e bolle) erano assenti nel caso 1 e comparivano solo tardivamente e contestualmente al quadro di shock, nei casi 2, 3 e 4. Per tutti i casi, era eseguito accertamento necroscopico comprensivo di prelievi a livello delle sedi interessate da FN per esami istopatologici e microbiologici. Risultati. In sede autoptica, la diagnosi macroscopica di FN era formulata in base al rilievo di dissociazione emorragica, perdita di consistenza e necrosi della fascia associata a necrosi colliquativa dei tessuti contigui (muscolare, adiposo e cutaneo), occupante una percentuale di superficie corporea superiore al 15% (un arto e parte del tronco). Istologicamente in tutti i casi era identificato un quadro di necrosi e infiltrazione flogistica della fascia, associata a dissociazione emorragica e necrosi di cute, adipe sottocutaneo e fasci muscolari contigui. Nel caso n. 2 la possibile porta d’ingresso per i batteri è stata identificata in una ulcerazione leucemica della parete ileale. L’agente eziologico della FN era identificato in Streptococco beta-emolitico gruppo A per 3 casi (1, 3, 4) e in Stafilococco ed Escherichia Coli nel caso n. 2. Conclusioni. Nella FN l’accesso batterico al sito d’infezione usualmente avviene attraverso una soluzione di continuo mucosa, della cute o dei vasi, talvolta senza un rilievo anamnestico di precedenti traumi. Nella casistica esaminata erano segnalati traumi in anamnesi in 3 casi. Un recente studio , seppur limitato dall’esigua numerosità casistica, ha rilevato come età, immunocompromissione e insorgenza di shock settico siano i fattori che maggiormente influenzano la mortalità in casi di FN. La diagnosi tempestiva (formulata antecedentemente alla fase di shock) è, pertanto, di primaria importanza, ma spesso resa difficoltosa dalla aspecificità della sintomatologia di esordio. Anche nei casi esaminati i segni più specifici si manifestavano soltanto in una fase più tardiva, a poche ore dal decesso e contestualmente all’insorgenza di quadri di shock non responsivi alla terapia medica. In conclusione, l’esame dei casi sopra-riportati conferma le problematiche cliniche in tema di diagnosi, prognosi e terapia e medico-legali in termini di responsabilità professionale medica, coinvolgenti soprattutto i Medici di Famiglia ed i Medici del Pronto Soccorso.

FASCITE NECROTIZZANTE, PROBLEMATICHE MEDICO-LEGALI

Fais, Paolo;BORTOLOTTI, Federica;
2013-01-01

Abstract

Introduzione. La Fascite Necrotizzante (FN) è un’infezione rapidamente progressiva delle fasce che colpisce soggetti spesso giovani ed apparentemente sani, rara (0,4 casi ogni 100.000 persone) ed associata ad elevata mortalità. La diagnosi clinica è complessa, specialmente nelle fasi precoci, tuttavia la prognosi è strettamente correlata ad una tempestiva terapia chirurgica, mirata ad asportare tutto il tessuto necrotico , dalla quale peraltro residuano ampi e deturpanti esisti cicatriziali. Materiali e metodi. La casistica esaminata era composta da quattro casi autoptici, 3 donne di età compresa tra i 31 e i 34 anni, apparentemente sane (caso 1, 3 e 4) ed un uomo di 50 anni (caso 2). Soltanto in 2 casi erano identificati fattori predisponenti allo sviluppo di FN e consistenti in mielodisplasia (caso 2) ed obesità associata a steato-cirrosi epatica (caso 4). In tre casi (1, 3, 4) il paziente si presentava all’attenzione del medico per sintomatologia algica post-traumatica. Un caso (2) era riferito ad un soggetto ricoverato con diagnosi di algie addominali irradiate all’anca e alla coscia sinistra. In tutti i casi, al primo consulto medico, erano rilevati soltanto segni aspecifici di FN, quali dolore e febbre; i segni più specifici (comparsa, a livello del distretto cutaneo interessato da FN, di discromie, alterazioni della consistenza e bolle) erano assenti nel caso 1 e comparivano solo tardivamente e contestualmente al quadro di shock, nei casi 2, 3 e 4. Per tutti i casi, era eseguito accertamento necroscopico comprensivo di prelievi a livello delle sedi interessate da FN per esami istopatologici e microbiologici. Risultati. In sede autoptica, la diagnosi macroscopica di FN era formulata in base al rilievo di dissociazione emorragica, perdita di consistenza e necrosi della fascia associata a necrosi colliquativa dei tessuti contigui (muscolare, adiposo e cutaneo), occupante una percentuale di superficie corporea superiore al 15% (un arto e parte del tronco). Istologicamente in tutti i casi era identificato un quadro di necrosi e infiltrazione flogistica della fascia, associata a dissociazione emorragica e necrosi di cute, adipe sottocutaneo e fasci muscolari contigui. Nel caso n. 2 la possibile porta d’ingresso per i batteri è stata identificata in una ulcerazione leucemica della parete ileale. L’agente eziologico della FN era identificato in Streptococco beta-emolitico gruppo A per 3 casi (1, 3, 4) e in Stafilococco ed Escherichia Coli nel caso n. 2. Conclusioni. Nella FN l’accesso batterico al sito d’infezione usualmente avviene attraverso una soluzione di continuo mucosa, della cute o dei vasi, talvolta senza un rilievo anamnestico di precedenti traumi. Nella casistica esaminata erano segnalati traumi in anamnesi in 3 casi. Un recente studio , seppur limitato dall’esigua numerosità casistica, ha rilevato come età, immunocompromissione e insorgenza di shock settico siano i fattori che maggiormente influenzano la mortalità in casi di FN. La diagnosi tempestiva (formulata antecedentemente alla fase di shock) è, pertanto, di primaria importanza, ma spesso resa difficoltosa dalla aspecificità della sintomatologia di esordio. Anche nei casi esaminati i segni più specifici si manifestavano soltanto in una fase più tardiva, a poche ore dal decesso e contestualmente all’insorgenza di quadri di shock non responsivi alla terapia medica. In conclusione, l’esame dei casi sopra-riportati conferma le problematiche cliniche in tema di diagnosi, prognosi e terapia e medico-legali in termini di responsabilità professionale medica, coinvolgenti soprattutto i Medici di Famiglia ed i Medici del Pronto Soccorso.
Fascite necrotizzante
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/653197
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