Il volontariato occasionale può essere definito come un insieme di iniziative, rette da attività episodiche, che vengono intraprese per rispondere ad esigenze puntuali e contingenti (Ambrosini, 2005). Il volontariato del Festivaletteratura di Mantova può essere considerato un esempio di questo tipo. La connotazione associativa (nel senso di struttura organizzativa) del volontariato occasionale, seppur presente, risulta alquanto ridimensionata se paragonata alle tradizionali modalità di volontariato. Il volontariato denominato come continuativo richiede infatti un impegno prolungato nel tempo ed è a carattere maggiormente “routinario”, mentre la peculiare forma che assume il tipo occasionale è quella di “impegno intermittente”. Nell’ambito di una più ampia ricerca su motivazioni e soddisfazione legate all’esperienza al Festivaletteratura di Mantova, si è voluto indagare, attraverso il metodo delle associazioni libere, come i partecipanti all’indagine si rappresentano l’idea di volontariato e di sé come volontario. E’ stata operata a posteriori una distinzione tra coloro che partecipano esclusivamente a forme di volontariato occasionale, piuttosto che ad una combinazione di esperienza tra forme di volontariato occasionale e continuativo. Ulteriori domande chiedevano di esprimersi in merito alle differenze tra volontariato occasionale e volontariato continuativo, provando ad esplicitare cosa potesse essere considerato vantaggioso o svantaggioso nelle due forme. Anche in questo caso, l’obiettivo era quello di esplorare i significati che i fenomeni indagati assumono per i partecipanti interpellati attraverso domande aperte. Il campione dei partecipanti che ha risposto al compito associativo è composto da 312 volontari; 328 partecipanti hanno risposto alle domande aperte. I termini riportati dai volontari nei diversi compiti sono stati trascritti e sottoposti ad analisi del contenuto, utilizzando il software Spad. Dai risultati traspare che la rappresentazione di “sé come volontario” e “volontariato” tende a sovrapporsi nei due gruppi, rendendo plausibile l’idea che anche il volontariato occasionale possa essere sperimentato come una forma di volontariato tout court, altrettanto legittima e potenzialmente in grado di produrre gli stessi effetti positivi a livello di benessere personale, grazie a un incremento nel senso di partecipazione e nella promozione di legami sociali. Tuttavia, le analisi svolte sugli svantaggi e vantaggi rilevati dai rispondenti sottolineano differenze più sottili nel modo di percepire il volontariato occasionale e continuativo da parte di chi lo svolge, mostrando come le due differenti tipologie siano effettivamente adatte a soddisfare esigenze specifiche e a incontrare meglio il favore di nicchie distinte di partecipanti.

Nuove forme di volontariato. Il volontariato occasionale nell’esperienza del Festivaletteratura di Mantova

MENEGHINI, Anna Maria;ROMAIOLI, Diego;
2013

Abstract

Il volontariato occasionale può essere definito come un insieme di iniziative, rette da attività episodiche, che vengono intraprese per rispondere ad esigenze puntuali e contingenti (Ambrosini, 2005). Il volontariato del Festivaletteratura di Mantova può essere considerato un esempio di questo tipo. La connotazione associativa (nel senso di struttura organizzativa) del volontariato occasionale, seppur presente, risulta alquanto ridimensionata se paragonata alle tradizionali modalità di volontariato. Il volontariato denominato come continuativo richiede infatti un impegno prolungato nel tempo ed è a carattere maggiormente “routinario”, mentre la peculiare forma che assume il tipo occasionale è quella di “impegno intermittente”. Nell’ambito di una più ampia ricerca su motivazioni e soddisfazione legate all’esperienza al Festivaletteratura di Mantova, si è voluto indagare, attraverso il metodo delle associazioni libere, come i partecipanti all’indagine si rappresentano l’idea di volontariato e di sé come volontario. E’ stata operata a posteriori una distinzione tra coloro che partecipano esclusivamente a forme di volontariato occasionale, piuttosto che ad una combinazione di esperienza tra forme di volontariato occasionale e continuativo. Ulteriori domande chiedevano di esprimersi in merito alle differenze tra volontariato occasionale e volontariato continuativo, provando ad esplicitare cosa potesse essere considerato vantaggioso o svantaggioso nelle due forme. Anche in questo caso, l’obiettivo era quello di esplorare i significati che i fenomeni indagati assumono per i partecipanti interpellati attraverso domande aperte. Il campione dei partecipanti che ha risposto al compito associativo è composto da 312 volontari; 328 partecipanti hanno risposto alle domande aperte. I termini riportati dai volontari nei diversi compiti sono stati trascritti e sottoposti ad analisi del contenuto, utilizzando il software Spad. Dai risultati traspare che la rappresentazione di “sé come volontario” e “volontariato” tende a sovrapporsi nei due gruppi, rendendo plausibile l’idea che anche il volontariato occasionale possa essere sperimentato come una forma di volontariato tout court, altrettanto legittima e potenzialmente in grado di produrre gli stessi effetti positivi a livello di benessere personale, grazie a un incremento nel senso di partecipazione e nella promozione di legami sociali. Tuttavia, le analisi svolte sugli svantaggi e vantaggi rilevati dai rispondenti sottolineano differenze più sottili nel modo di percepire il volontariato occasionale e continuativo da parte di chi lo svolge, mostrando come le due differenti tipologie siano effettivamente adatte a soddisfare esigenze specifiche e a incontrare meglio il favore di nicchie distinte di partecipanti.
volontariato occasionale; volontariato continuativo; "rappresentazione"; vantaggi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/627163
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