Le registrazioni sonore sono testimoni della storia sociale e culturale espressa in (a) discorsi, interviste, dialoghi, (b) esecuzioni musicali o (c) tradizioni folkloristiche (orali e musicali). Esse possiedono un indiscutibile valore documentario per discipline quali la linguistica, l’antropologia e la musicologia, collocandosi in modo legittimo accanto alle tradizionali fonti bibliografiche. A causa della loro natura fisica, particolarmente vulnerabile e instabile dal punto di vista chimico, i documenti sonori hanno un’aspettativa di vita relativamente bassa se confrontata con quella di altri beni culturali. Solo un’azione di tutela mirata e tempestiva può impedire che gran parte del patrimonio deperisca irreversibilmente. Mentre le pratiche di conservazione in ambito artistico, pittorico e architettonico, e librario sono consolidate da una lunga esperienza, in ambito sonoro convivono ancora metodologie e approcci anche molto diversi. La comunità internazionale è fortemente impegnata nella definizione di standard e di protocolli condivisi, considerato che numerose strategie mutuate da altri ambiti di tutela si sono rivelate inadeguate o inefficaci. Più precisamente, la sopravvivenza della memoria sonora è possibile solo rinunciando alla sua materialità, attraverso un continuo trasferimento dell’informazione verso nuovi supporti. Per questo motivo non è possibile applicare ai documenti sonori il concetto di “conservazione dell’originale”, valido solo se il significato del bene coincide con la sua espressione fisica.

Approccio al Restauro di Documenti Sonori e Contesto Tecnologico: il Progetto REVIVAL

Bernardini BRESSAN, Federica
2009

Abstract

Le registrazioni sonore sono testimoni della storia sociale e culturale espressa in (a) discorsi, interviste, dialoghi, (b) esecuzioni musicali o (c) tradizioni folkloristiche (orali e musicali). Esse possiedono un indiscutibile valore documentario per discipline quali la linguistica, l’antropologia e la musicologia, collocandosi in modo legittimo accanto alle tradizionali fonti bibliografiche. A causa della loro natura fisica, particolarmente vulnerabile e instabile dal punto di vista chimico, i documenti sonori hanno un’aspettativa di vita relativamente bassa se confrontata con quella di altri beni culturali. Solo un’azione di tutela mirata e tempestiva può impedire che gran parte del patrimonio deperisca irreversibilmente. Mentre le pratiche di conservazione in ambito artistico, pittorico e architettonico, e librario sono consolidate da una lunga esperienza, in ambito sonoro convivono ancora metodologie e approcci anche molto diversi. La comunità internazionale è fortemente impegnata nella definizione di standard e di protocolli condivisi, considerato che numerose strategie mutuate da altri ambiti di tutela si sono rivelate inadeguate o inefficaci. Più precisamente, la sopravvivenza della memoria sonora è possibile solo rinunciando alla sua materialità, attraverso un continuo trasferimento dell’informazione verso nuovi supporti. Per questo motivo non è possibile applicare ai documenti sonori il concetto di “conservazione dell’originale”, valido solo se il significato del bene coincide con la sua espressione fisica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/388708
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