L'insegnamento della scuola peripatetica, osserva Silvia Fazzo, prese forma come tradizione esegetica, basata principalmente sul commento e sulla rielaborazione del corpus dei testi di Aristotele, del quale si formarono nel corso dei secoli diverse interpretazioni sistematiche, adattate via via alle esigenze della scuola. Il I secolo a.C. risulta in questo contesto tanto più cruciale in quanto è il secolo che vide la progressiva raccolta del corpus e le prime interpretazioni delle diverse parti del corpus in funzione di un loro accordo reciproco. Il periodo coperto da questo contributo va dagli anni attorno al 100 a.C., dall'acquisto da parte di Apellicone di Teo della biblioteca di Aristotele in possesso degli eredi di Neleo, al 20 a.C., al completamento l'edizione di Andronico di Rodi, e questo seguendo la datazione bassa, opinio communis tra gli studiosi, secondo la quale Andronico avrebbe operato a Roma tra il 40 e il 20 a.C., dunque dopo la morte di Cicerone, anche se altri studiosi, Moraux per primo, sostengono che Andronico sia vissuto tra il 125 e il 47 a.C. e seguono dunque la datazione alta. Il contributo si ferma agli albori il periodo che vede il calo dell'egemonia filosofica dello stoicismo, la ripresa dell'Accademia e del Peripato e la grande stagione della Seconda Sofistica. La prima parte considera la leggenda della cantina di Scepsi nella Troade, la seconda tratta dell'edizione di Apellicone di Teo e di quella presunta di Tirannione di Amiso, la terza dell'edizione di Andronico di Rodi, la quarta dei nomi noti di Peripatetici del I secolo a.C., la quinta, infine, di Cicerone e del suo silenzio sugli scritti esoterici di Aristotele.

Vicende dell'aristotelismo nel I secolo a.C.

POZZO, Riccardo
2009-01-01

Abstract

L'insegnamento della scuola peripatetica, osserva Silvia Fazzo, prese forma come tradizione esegetica, basata principalmente sul commento e sulla rielaborazione del corpus dei testi di Aristotele, del quale si formarono nel corso dei secoli diverse interpretazioni sistematiche, adattate via via alle esigenze della scuola. Il I secolo a.C. risulta in questo contesto tanto più cruciale in quanto è il secolo che vide la progressiva raccolta del corpus e le prime interpretazioni delle diverse parti del corpus in funzione di un loro accordo reciproco. Il periodo coperto da questo contributo va dagli anni attorno al 100 a.C., dall'acquisto da parte di Apellicone di Teo della biblioteca di Aristotele in possesso degli eredi di Neleo, al 20 a.C., al completamento l'edizione di Andronico di Rodi, e questo seguendo la datazione bassa, opinio communis tra gli studiosi, secondo la quale Andronico avrebbe operato a Roma tra il 40 e il 20 a.C., dunque dopo la morte di Cicerone, anche se altri studiosi, Moraux per primo, sostengono che Andronico sia vissuto tra il 125 e il 47 a.C. e seguono dunque la datazione alta. Il contributo si ferma agli albori il periodo che vede il calo dell'egemonia filosofica dello stoicismo, la ripresa dell'Accademia e del Peripato e la grande stagione della Seconda Sofistica. La prima parte considera la leggenda della cantina di Scepsi nella Troade, la seconda tratta dell'edizione di Apellicone di Teo e di quella presunta di Tirannione di Amiso, la terza dell'edizione di Andronico di Rodi, la quarta dei nomi noti di Peripatetici del I secolo a.C., la quinta, infine, di Cicerone e del suo silenzio sugli scritti esoterici di Aristotele.
888691931
Aristotele; Apellicone di Teo; Cicerone; aristotelismo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/337620
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