L'attenzione è refrattaria dal tornare a posizioni precedentemente segnalate da eventi irrilevanti (i.e., inibizione di ritorno, IOR). L'IOR sembrerebbe inibire la selezione di posizioni e/o oggetti irrilevanti al fine di una ricerca visiva efficiente e di azioni coerenti con l'ambiente circostante. Per investigare quest'ipotesi abbiamo ideato un paradigma di IOR combinato ad uno di cambio di compito in una sessione sperimentale organizzata in sequenze di due prove. Una di due posizioni veniva occupata brevemente da un segnale irrilevante e subito dopo un'istruzione centrale riferiva quale sarebbe stato il bersaglio a cui rispondere (prova n). Nella prova seguente (prova n+1), il bersaglio era preceduto nuovamente da un segnale irrilevante e da un'istruzione che indicava se il compito sarebbe stato il medesimo (CR) o se sarebbe cambiato (CC). Nella prova n, dal confronto fra i tempi di reazione (TR) al bersaglio collocato nella posizione segnalata vs. non segnalata, è emersa un'assenza di IOR. Ciò potrebbe essere spiegato supponendo che, al momento della presentazione dell'indizio, non è ancora presente alcuno stimolo da etichettare come bersaglio o distrattore. Dall'analisi sui TR della prova n+1 è emersa una forte modulazione dell'effetto di IOR fra la condizione CR e quella CC. L'IOR era significativamente maggiore quando si richiedeva di eseguire un compito diverso dal precedente. Questo suggerisce che l'IOR si manifesti con maggior enfasi quando al momento della comparsa del segnale irrilevante è già attiva una configurazione stimolo-risposta, innescata dalla recente esecuzione di un compito. Quindi, se contestualmente all'IOR, viene richiesto di recuperare ed applicare una nuova configurazione stimolo-risposta, come nella condizione CC, l'effetto di IOR aumenterà. Queste evidenze dimostrano che l'IOR è un meccanismo legato all'attivazione di risposte coerenti con compiti e stimoli utilizzati, capace di variare in base alle richieste di un contesto dinamico.

Inibizione di ritorno in un paradigma di cambio di compito.

DELLA LIBERA, Chiara
2006

Abstract

L'attenzione è refrattaria dal tornare a posizioni precedentemente segnalate da eventi irrilevanti (i.e., inibizione di ritorno, IOR). L'IOR sembrerebbe inibire la selezione di posizioni e/o oggetti irrilevanti al fine di una ricerca visiva efficiente e di azioni coerenti con l'ambiente circostante. Per investigare quest'ipotesi abbiamo ideato un paradigma di IOR combinato ad uno di cambio di compito in una sessione sperimentale organizzata in sequenze di due prove. Una di due posizioni veniva occupata brevemente da un segnale irrilevante e subito dopo un'istruzione centrale riferiva quale sarebbe stato il bersaglio a cui rispondere (prova n). Nella prova seguente (prova n+1), il bersaglio era preceduto nuovamente da un segnale irrilevante e da un'istruzione che indicava se il compito sarebbe stato il medesimo (CR) o se sarebbe cambiato (CC). Nella prova n, dal confronto fra i tempi di reazione (TR) al bersaglio collocato nella posizione segnalata vs. non segnalata, è emersa un'assenza di IOR. Ciò potrebbe essere spiegato supponendo che, al momento della presentazione dell'indizio, non è ancora presente alcuno stimolo da etichettare come bersaglio o distrattore. Dall'analisi sui TR della prova n+1 è emersa una forte modulazione dell'effetto di IOR fra la condizione CR e quella CC. L'IOR era significativamente maggiore quando si richiedeva di eseguire un compito diverso dal precedente. Questo suggerisce che l'IOR si manifesti con maggior enfasi quando al momento della comparsa del segnale irrilevante è già attiva una configurazione stimolo-risposta, innescata dalla recente esecuzione di un compito. Quindi, se contestualmente all'IOR, viene richiesto di recuperare ed applicare una nuova configurazione stimolo-risposta, come nella condizione CC, l'effetto di IOR aumenterà. Queste evidenze dimostrano che l'IOR è un meccanismo legato all'attivazione di risposte coerenti con compiti e stimoli utilizzati, capace di variare in base alle richieste di un contesto dinamico.
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