Agostini e Galmonte (2002) hanno trovato una configurazione in cui si dimostra che i fattori di raggruppamento percettivo danno sì che target grigi completamente circondati da uno sfondo nero ma appartenenti a elementi inducenti bianchi appaiano più neri di identici target grigi completamente circondati da uno sfondo bianco ma appartenenti a elementi inducenti neri. L’assunzione teorica è che, quando fattori di alto livello agiscono simultaneamente a fattori di livello inferiore, i primi prevalgono sui secondi. Più nello specifico, si assume che l’induzione di bianchezza prodotta dal principio di organizzazione globale dell’appartenenza percettiva prevalga sull’inibizione laterale retinica. Lo scopo del presente studio era di indagare l'ipotesi che l'induzione di bianchezza prodotta dal raggruppamento percettivo sia modulata dal contrasto fisico tra elementi indotti e elementi inducenti. Per testare questa ipotesi, sono stati sistematicamente manipolati i relativi contrasti fisici tra le regioni costituenti la configurazione originale di Agostini e Galmonte. Agli osservatori veniva chiesto di scegliere da una scala Munsell di grigi il colore corrispondente alla bianchezza sia degli elementi indotti che di quelli inducenti. Si è trovato che l’induzione globale vince sull’induzione locale per tutti i contrasti fisici testati, ma che non dipende dall’entità di contrasto fisico, anche se pare esservi una modulazione dell’effetto nel caso degli incrementi. L’assimilazione con lo sfondo non può spiegare i risultati.

Appartenenza percettiva e contrasto fisico

GALMONTE, Alessandra;SAVARDI, Ugo;
2007-01-01

Abstract

Agostini e Galmonte (2002) hanno trovato una configurazione in cui si dimostra che i fattori di raggruppamento percettivo danno sì che target grigi completamente circondati da uno sfondo nero ma appartenenti a elementi inducenti bianchi appaiano più neri di identici target grigi completamente circondati da uno sfondo bianco ma appartenenti a elementi inducenti neri. L’assunzione teorica è che, quando fattori di alto livello agiscono simultaneamente a fattori di livello inferiore, i primi prevalgono sui secondi. Più nello specifico, si assume che l’induzione di bianchezza prodotta dal principio di organizzazione globale dell’appartenenza percettiva prevalga sull’inibizione laterale retinica. Lo scopo del presente studio era di indagare l'ipotesi che l'induzione di bianchezza prodotta dal raggruppamento percettivo sia modulata dal contrasto fisico tra elementi indotti e elementi inducenti. Per testare questa ipotesi, sono stati sistematicamente manipolati i relativi contrasti fisici tra le regioni costituenti la configurazione originale di Agostini e Galmonte. Agli osservatori veniva chiesto di scegliere da una scala Munsell di grigi il colore corrispondente alla bianchezza sia degli elementi indotti che di quelli inducenti. Si è trovato che l’induzione globale vince sull’induzione locale per tutti i contrasti fisici testati, ma che non dipende dall’entità di contrasto fisico, anche se pare esservi una modulazione dell’effetto nel caso degli incrementi. L’assimilazione con lo sfondo non può spiegare i risultati.
appartenenza percettiva; contrasto fisico; contrasto di bianchezza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/311182
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