Il tema della conservazione e della valorizzazione delle opere d’arte urbane strappate o staccate rappresenta una sfida significativa nel contesto della conservazione e restauro dell’arte contemporanea. L’analisi dell’intervento di strappo realizzato per i graffiti degli ex Magazzini Generali di Verona (2008) su commissione di Fondazione Cariverona offre un’importante opportunità di studio e riflessione sul tema. L’ampia area dei Magazzini Generali di Verona fu a lungo polo di scambio merci nel nord Italia sino alla totale dismissione nel 1982. Da allora fu oggetto in prima battuta di incipiente e grave degrado e quindi di occupazione e libera aggregazione giovanile, specialmente tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000, quando divenne un punto di riferimento per writers veronesi e non. Dopo la cessione da parte del Comune di Verona a Fondazione Cariverona (2003), venne effettuata un’importante operazione di bonifica con l’abbattimento di alcuni edifici e la riconversione delle rimanenze nell’ambito di un ampio progetto (tutt’ora in corso) a cura dell’architetto Mario Botta, che prevederebbe la realizzazione di una cittadella multifunzionale. In quel contesto, Fondazione Cariverona decise di promuovere e sostenere una campagna di recupero e conservazione dei graffiti che ampiamente abitavano le superfici degli edifici e delle murature. Utilizzando la tradizionale tecnica di strappo, i graffiti vennero rimossi dai muri degli ex Magazzini Generali e trasferiti su supporto mobile in tela. Gli obiettivi principali del progetto di trasferimento erano la conservazione e la valorizzazione a lungo termine di queste testimonianze con l’intento iniziale di una successiva ricollocazione in forma di arredi di rilevanza artistica in spazi pubblici e museali. L’iniziativa rappresenta un precedente significativo nell’ambito della conservazione dell’arte urbana in Italia, il cui intento è conciliare il progresso urbanistico con la preservazione di tale patrimonio. Successivamente agli strappi veronesi, altri casi in Italia (in primis Bologna nel 2016) hanno acceso il dibattito sulla legittimità di queste operazioni e sulla loro compatibilità con la conservazione non solo della materia, ma soprattutto dell’integrità artistica e storica delle opere. Ciò ha portato interrogativi più ampi sulla conservazione e la fruizione dell’arte urbana, suggerendo la necessità di sviluppare approcci metodologici specifici nella prospettiva di nuove opportunità di valorizzazione e gestione. Il presente studio ha lo scopo di illustrare il caso di strappo dei graffiti veronesi al fine di delineare una panoramica delle problematiche conservative emerse in quasi vent’anni sottolineando l’urgenza e la volontà da parte di Fondazione Cariverona di avviare una nuova riflessione sulle possibilità di valorizzazione e fruizione di tale patrimonio.

Strappi di arte urbana: i graffiti degli ex Magazzini Generali di Verona. Approccio tecnico-metodologico e prospettive per la valorizzazione

Jessica Bianchera
Writing – Original Draft Preparation
;
2026-01-01

Abstract

Il tema della conservazione e della valorizzazione delle opere d’arte urbane strappate o staccate rappresenta una sfida significativa nel contesto della conservazione e restauro dell’arte contemporanea. L’analisi dell’intervento di strappo realizzato per i graffiti degli ex Magazzini Generali di Verona (2008) su commissione di Fondazione Cariverona offre un’importante opportunità di studio e riflessione sul tema. L’ampia area dei Magazzini Generali di Verona fu a lungo polo di scambio merci nel nord Italia sino alla totale dismissione nel 1982. Da allora fu oggetto in prima battuta di incipiente e grave degrado e quindi di occupazione e libera aggregazione giovanile, specialmente tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000, quando divenne un punto di riferimento per writers veronesi e non. Dopo la cessione da parte del Comune di Verona a Fondazione Cariverona (2003), venne effettuata un’importante operazione di bonifica con l’abbattimento di alcuni edifici e la riconversione delle rimanenze nell’ambito di un ampio progetto (tutt’ora in corso) a cura dell’architetto Mario Botta, che prevederebbe la realizzazione di una cittadella multifunzionale. In quel contesto, Fondazione Cariverona decise di promuovere e sostenere una campagna di recupero e conservazione dei graffiti che ampiamente abitavano le superfici degli edifici e delle murature. Utilizzando la tradizionale tecnica di strappo, i graffiti vennero rimossi dai muri degli ex Magazzini Generali e trasferiti su supporto mobile in tela. Gli obiettivi principali del progetto di trasferimento erano la conservazione e la valorizzazione a lungo termine di queste testimonianze con l’intento iniziale di una successiva ricollocazione in forma di arredi di rilevanza artistica in spazi pubblici e museali. L’iniziativa rappresenta un precedente significativo nell’ambito della conservazione dell’arte urbana in Italia, il cui intento è conciliare il progresso urbanistico con la preservazione di tale patrimonio. Successivamente agli strappi veronesi, altri casi in Italia (in primis Bologna nel 2016) hanno acceso il dibattito sulla legittimità di queste operazioni e sulla loro compatibilità con la conservazione non solo della materia, ma soprattutto dell’integrità artistica e storica delle opere. Ciò ha portato interrogativi più ampi sulla conservazione e la fruizione dell’arte urbana, suggerendo la necessità di sviluppare approcci metodologici specifici nella prospettiva di nuove opportunità di valorizzazione e gestione. Il presente studio ha lo scopo di illustrare il caso di strappo dei graffiti veronesi al fine di delineare una panoramica delle problematiche conservative emerse in quasi vent’anni sottolineando l’urgenza e la volontà da parte di Fondazione Cariverona di avviare una nuova riflessione sulle possibilità di valorizzazione e fruizione di tale patrimonio.
2026
strappi, graffiti, writing, conservazione, valorizzazione, patrimonio, arte urbana
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1206487
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