Il presente contributo si propone innanzitutto di indagare lo sviluppo del settore manifatturiero scledense (in particolare serico e laniero) sul lungo periodo, sulla base principalmente – ma non esclusivamente – del numero e della caratterizzazione delle strutture produttive indicate dagli estimi prodotti dalla comunità e dal Corpo Territoriale. Si tracceranno i profili di alcuni degli attori economici al centro dello sviluppo manifatturiero scledense tra XV e XVI secolo, evidenziandone gli ambiti di investimento e i legami con le famiglie urbane. La peculiarità del caso trattato consentirà di problematizzare il concetto di “periferia” economica contrapposta ad un “centro”, spesso identificato nei centri urbani in cui si concentrano capitali, competenze ed innovazioni, trovando sovente una corrispondenza con una precisa centralità geografica in un contesto regionale, statale o internazionale. Il caso di Schio mostra innanzitutto la complessità della definizione di una centralità geografica, e soprattutto, come proposto dai recenti di studi di geografia economica, l’importanza dei network e dei legami nel definire la “perifericità” degli attori economici presenti in una specifica area.
Centro o periferia? Schio e la Pedemontana vicentina tra medioevo ed età moderna (XV-XVIII sec.)
Edoardo Demo
;Giulio Ongaro
2024-01-01
Abstract
Il presente contributo si propone innanzitutto di indagare lo sviluppo del settore manifatturiero scledense (in particolare serico e laniero) sul lungo periodo, sulla base principalmente – ma non esclusivamente – del numero e della caratterizzazione delle strutture produttive indicate dagli estimi prodotti dalla comunità e dal Corpo Territoriale. Si tracceranno i profili di alcuni degli attori economici al centro dello sviluppo manifatturiero scledense tra XV e XVI secolo, evidenziandone gli ambiti di investimento e i legami con le famiglie urbane. La peculiarità del caso trattato consentirà di problematizzare il concetto di “periferia” economica contrapposta ad un “centro”, spesso identificato nei centri urbani in cui si concentrano capitali, competenze ed innovazioni, trovando sovente una corrispondenza con una precisa centralità geografica in un contesto regionale, statale o internazionale. Il caso di Schio mostra innanzitutto la complessità della definizione di una centralità geografica, e soprattutto, come proposto dai recenti di studi di geografia economica, l’importanza dei network e dei legami nel definire la “perifericità” degli attori economici presenti in una specifica area.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



