Il presente studio, condotto nell’ambito di un progetto di interesse nazionale (PRIN), ha indagato le competenze necessarie per un efficace utilizzo delle tecnologie educative ai fini dell’inclusione scolastica attraverso il metodo Delphi. La ricerca ha coinvolto un panel di 30 esperti del settore educativo della scuola secondaria di I e II grado, analizzando più aree tematiche. Il metodo Delphi, caratterizzato da più fasi di somministrazione e feedback strutturati, ha permesso di raggiungere un consenso qualificato sulle competenze prioritarie. I risultati hanno evidenziato un elevato consenso sull’importanza delle competenze inclusive, confermando l’esistenza di un “DNA inclusivo” condiviso dalla comunità educativa, con particolare accordo su competenze quali la differenziazione didattica, la promozione dell’autonomia e dell’autodeterminazione degli studenti, e la collaborazione con famiglie e specialisti. Tuttavia, sono emersi significativi divari tra importanza percepita e possesso effettivo delle competenze, in particolare nelle discipline espressive, nell’educazione motoria, nella gestione di fenomeni complessi, e soprattutto nell’ambito delle tecnologie digitali (intelligenza artificiale, realtà aumentata/virtuale, metaverso) e degli strumenti assistivi. Lo studio ha tracciato una mappa delle priorità formative, identificando nelle competenze digitali per l’inclusione una frontiera critica che richiede interventi formativi mirati per colmare il divario tra consapevolezza teorica e competenze operative, trasformando così la formazione dei docenti in un processo di continua evoluzione verso una scuola inclusiva e tecnologicamente avanzata, capace di rispondere alle sfide contemporanee della diversità e dell’innovazione didattica.
Verso un framework di competenze per l'uso inclusivo delle tecnologie: risultati di uno studio Delphi.
Ivan Traina;Elisa Garieri
2026-01-01
Abstract
Il presente studio, condotto nell’ambito di un progetto di interesse nazionale (PRIN), ha indagato le competenze necessarie per un efficace utilizzo delle tecnologie educative ai fini dell’inclusione scolastica attraverso il metodo Delphi. La ricerca ha coinvolto un panel di 30 esperti del settore educativo della scuola secondaria di I e II grado, analizzando più aree tematiche. Il metodo Delphi, caratterizzato da più fasi di somministrazione e feedback strutturati, ha permesso di raggiungere un consenso qualificato sulle competenze prioritarie. I risultati hanno evidenziato un elevato consenso sull’importanza delle competenze inclusive, confermando l’esistenza di un “DNA inclusivo” condiviso dalla comunità educativa, con particolare accordo su competenze quali la differenziazione didattica, la promozione dell’autonomia e dell’autodeterminazione degli studenti, e la collaborazione con famiglie e specialisti. Tuttavia, sono emersi significativi divari tra importanza percepita e possesso effettivo delle competenze, in particolare nelle discipline espressive, nell’educazione motoria, nella gestione di fenomeni complessi, e soprattutto nell’ambito delle tecnologie digitali (intelligenza artificiale, realtà aumentata/virtuale, metaverso) e degli strumenti assistivi. Lo studio ha tracciato una mappa delle priorità formative, identificando nelle competenze digitali per l’inclusione una frontiera critica che richiede interventi formativi mirati per colmare il divario tra consapevolezza teorica e competenze operative, trasformando così la formazione dei docenti in un processo di continua evoluzione verso una scuola inclusiva e tecnologicamente avanzata, capace di rispondere alle sfide contemporanee della diversità e dell’innovazione didattica.| File | Dimensione | Formato | |
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