Il contributo analizza una recente pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione Europea, la quale sottopone al vaglio del principio di minimizzazione (e, inevitabilmente, anche alla verifica in ordine alla liceità) – considerando anche se e in quale misura su tale valutazione possa incidere l’esercizio del diritto di opposizione – il trattamento del dato personale relativo all’appellativo («Signore» o «Signora») che rivela il genere biologico del soggetto interessato, raccolto nel contesto della conclusione di un contratto per l’acquisto di titoli di viaggio ferroviari e per la dichiarata finalità di personalizzare la comunicazione commerciale da indirizzare alla clientela.
La raccolta dell’appellativo di genere per la conclusione di un contratto di trasporto al vaglio dei princìpi che informano il trattamento dei dati personali
Silvia Bonetti
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza una recente pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione Europea, la quale sottopone al vaglio del principio di minimizzazione (e, inevitabilmente, anche alla verifica in ordine alla liceità) – considerando anche se e in quale misura su tale valutazione possa incidere l’esercizio del diritto di opposizione – il trattamento del dato personale relativo all’appellativo («Signore» o «Signora») che rivela il genere biologico del soggetto interessato, raccolto nel contesto della conclusione di un contratto per l’acquisto di titoli di viaggio ferroviari e per la dichiarata finalità di personalizzare la comunicazione commerciale da indirizzare alla clientela.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



