Il saggio analizza la presenza e la musealizzazione di Merda d’artista di Piero Manzoni nelle collezioni museali internazionali, evidenziando la varietà di modalità di acquisizione, interpretazione e valorizzazione dell’opera. Attraverso un’indagine storico-critica basata su fonti dirette e dialoghi con le istituzioni, emerge una geografia museale prevalentemente europea e una pluralità di approcci curatoriali, spesso condizionati da questioni conservative e dalla necessità di mediazione culturale. Il contributo mette in luce come l’opera, inizialmente provocatoria, sia stata progressivamente storicizzata e assimilata in diversi contesti, talvolta attraverso il collegamento con movimenti come Fluxus o con pratiche concettuali, mantenendo tuttavia una persistente carica simbolica e problematica.
Merda d'artista nelle collezioni museali: strategie di assimilazione a confronto
Monica Molteni;
2026-01-01
Abstract
Il saggio analizza la presenza e la musealizzazione di Merda d’artista di Piero Manzoni nelle collezioni museali internazionali, evidenziando la varietà di modalità di acquisizione, interpretazione e valorizzazione dell’opera. Attraverso un’indagine storico-critica basata su fonti dirette e dialoghi con le istituzioni, emerge una geografia museale prevalentemente europea e una pluralità di approcci curatoriali, spesso condizionati da questioni conservative e dalla necessità di mediazione culturale. Il contributo mette in luce come l’opera, inizialmente provocatoria, sia stata progressivamente storicizzata e assimilata in diversi contesti, talvolta attraverso il collegamento con movimenti come Fluxus o con pratiche concettuali, mantenendo tuttavia una persistente carica simbolica e problematica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



