Nel 2025 l’Università di Verona ha istituito il Museo del Contemporaneo UniVr, a seguito della donazione modale di 110 opere della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol. Il contributo ricostruisce le tappe di questo percorso, avviato nel 2019 con un comodato d’uso e sviluppato attraverso un modello di museo diffuso, integrato negli spazi universitari di Santa Marta e Ca’ Vignal 3, nonché in altre sedi dell’Ateneo. La riflessione si concentra sulle principali criticità e prospettive aperte dalla nuova configurazione istituzionale: la gestione materiale e conservativa delle opere, la percezione unitaria della collezione nonostante la sua disseminazione spaziale, la necessità di strumenti di mediazione culturale e di una strategia digitale capace di integrare database, nuovi contenuti online, percorsi tematici e audioguide. Centrale è il coinvolgimento attivo della componente studentesca, sia nella produzione di contenuti sia nelle attività di monitoraggio e conservazione, anche attraverso collaborazioni con l’Accademia di Belle Arti di Verona. A queste riflessione segue l’analisi del profilo identitario della collezione e delle implicazioni didattiche, museologiche e di audience engagement, proponendo un’idea di museo come laboratorio permanente di sperimentazione formativa e curatoriale, chiamato a ripensare criteri espositivi, rotazioni, protocolli di conservazione e modelli di mediazione, affinché la presenza diffusa dell’arte contemporanea negli spazi universitari diventi pratica consapevole e sostenibile, capace di incidere sull’identità dell’Ateneo e sul dialogo con la comunità territoriale.
Ripartire dalle Fondamenta. Il nuovo Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona: strategie sinergiche e buone pratiche
M. Molteni;L. Bochicchio
2026-01-01
Abstract
Nel 2025 l’Università di Verona ha istituito il Museo del Contemporaneo UniVr, a seguito della donazione modale di 110 opere della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol. Il contributo ricostruisce le tappe di questo percorso, avviato nel 2019 con un comodato d’uso e sviluppato attraverso un modello di museo diffuso, integrato negli spazi universitari di Santa Marta e Ca’ Vignal 3, nonché in altre sedi dell’Ateneo. La riflessione si concentra sulle principali criticità e prospettive aperte dalla nuova configurazione istituzionale: la gestione materiale e conservativa delle opere, la percezione unitaria della collezione nonostante la sua disseminazione spaziale, la necessità di strumenti di mediazione culturale e di una strategia digitale capace di integrare database, nuovi contenuti online, percorsi tematici e audioguide. Centrale è il coinvolgimento attivo della componente studentesca, sia nella produzione di contenuti sia nelle attività di monitoraggio e conservazione, anche attraverso collaborazioni con l’Accademia di Belle Arti di Verona. A queste riflessione segue l’analisi del profilo identitario della collezione e delle implicazioni didattiche, museologiche e di audience engagement, proponendo un’idea di museo come laboratorio permanente di sperimentazione formativa e curatoriale, chiamato a ripensare criteri espositivi, rotazioni, protocolli di conservazione e modelli di mediazione, affinché la presenza diffusa dell’arte contemporanea negli spazi universitari diventi pratica consapevole e sostenibile, capace di incidere sull’identità dell’Ateneo e sul dialogo con la comunità territoriale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



