Popillia japonica Newman (Coleoptera: Rutelidae) è un ‘maggiolino’ originario del Giappone recentemente giunto in Europa (2014, tra la Lombardia e il Piemonte). Dal Parco del Ticino si sta progressivamente espandendo nelle zone limitrofe, provocando ingenti danni al comparto agricolo, ornamentale e vivaistico a causa della sua elevata polifagia e capacità di adattamento. Trattandosi di un organismo dannoso prioritario (regolamento delegato (UE) 2019/1702), le Regioni interessate hanno attivato tutte le misure di lotta obbligatoria necessarie ad eradicare e/o contenere l’insetto per affrontare le criticità poste dall’invasione biologica che sta interessando una superficie complessiva di oltre 800 km2. La comparsa di un organismo alieno impone per la difesa delle colture l’integrazione dei mezzi di difesa agronomici, biologici e chimici. Tuttavia durante le prime fasi delle infestazioni, il ricorso ad insetticidi di pronta efficacia risulta essenziale per poter rispondere alle esigenze immediate del sistema produttivo. Ciò contrasta con l’assenza di formulati registrati per le specie in oggetto e richiede quindi prove sperimentali per la valutazione dell’efficacia delle varie sostanze attive al momento disponibili nel mercato. Vengono presentati i risultati di prove di campo di alcuni formulati commerciali già registrati contro coleotteri scarabeidi alle dosi impiegate nelle principali colture agrarie. Sono stati messi a confronto prodotti ad ampio spettro d’azione (Piretroidi, Neonicotinoidi, Organofosfati) con insetticidi selettivi (Semicarbazoni, Antranillamidi, prodotti naturali). I prodotti sono stati saggiati in due contesti di elevato valore economico: un vivaio di latifoglie (pianta test: Salix caprea L.) e un vigneto (Vitis vinifera L.). È stato valutato sia l’effetto topico che quello residuale dei formulati attraverso il confinamento, in manicotti di tulle avvolgenti un germoglio, di 25 adulti prima (effetto topico) o dopo (effetto residuale) il trattamento che ha interessato l’intera pianta. È stata quindi valutata la mortalità a 1, 3, 8, 15 e 23 giorni dall’applicazione. Oltre a ciò, è stato determinato l’effetto repellente di ogni prodotto basandosi sul numero di individui trovati sulla chioma delle piante trattate ad ogni rilievo effettuato. I risultati hanno mostrato un efficace effetto insetticida per i Piretroidi (deltametrina, e la miscela permetrina più tetrametrina) ed il Neonicotinoide (acetamiprid), con poche differenze tra effetto topico e residuale. L’organofosfato (clorpirifos metile) è risultato efficace solo con l’effetto topico mentre il Semicarbazone (metamiflumizone) e l’Antranillamide (clorantraniliprole) non hanno evidenziato una sufficiente efficacia nel contenimento del fitofago. L’estratto vegetale naturale (azadiractina) non ha mostrato differenze rispetto alla mortalità nel testimone, manifestando tuttavia un buon effetto repellente negli 8 giorni successivi al trattamento sia su vite che su salice. In conclusione, si può affermare che tra i prodotti saggiati si trovano formulati in grado di contenere efficacemente le infestazioni di P. japonica nelle colture ad alto reddito. La bassa selettività delle sostanze attive risultate più efficaci impone la necessità di integrare questi mezzi in un piano generale di gestione che ne preveda l’impiego solo dove strettamente necessario inoltre, passate le prime fasi delle infestazioni è fondamentale affrontare il problema Popillia con un approccio comprensoriale privilegiando i metodi naturali di contenimento.

Controllo chimico degli adulti di Popillia japonica su colture ad alto reddito e piante ornamentali in Italia settentrionale

Mori N
2021

Abstract

Popillia japonica Newman (Coleoptera: Rutelidae) è un ‘maggiolino’ originario del Giappone recentemente giunto in Europa (2014, tra la Lombardia e il Piemonte). Dal Parco del Ticino si sta progressivamente espandendo nelle zone limitrofe, provocando ingenti danni al comparto agricolo, ornamentale e vivaistico a causa della sua elevata polifagia e capacità di adattamento. Trattandosi di un organismo dannoso prioritario (regolamento delegato (UE) 2019/1702), le Regioni interessate hanno attivato tutte le misure di lotta obbligatoria necessarie ad eradicare e/o contenere l’insetto per affrontare le criticità poste dall’invasione biologica che sta interessando una superficie complessiva di oltre 800 km2. La comparsa di un organismo alieno impone per la difesa delle colture l’integrazione dei mezzi di difesa agronomici, biologici e chimici. Tuttavia durante le prime fasi delle infestazioni, il ricorso ad insetticidi di pronta efficacia risulta essenziale per poter rispondere alle esigenze immediate del sistema produttivo. Ciò contrasta con l’assenza di formulati registrati per le specie in oggetto e richiede quindi prove sperimentali per la valutazione dell’efficacia delle varie sostanze attive al momento disponibili nel mercato. Vengono presentati i risultati di prove di campo di alcuni formulati commerciali già registrati contro coleotteri scarabeidi alle dosi impiegate nelle principali colture agrarie. Sono stati messi a confronto prodotti ad ampio spettro d’azione (Piretroidi, Neonicotinoidi, Organofosfati) con insetticidi selettivi (Semicarbazoni, Antranillamidi, prodotti naturali). I prodotti sono stati saggiati in due contesti di elevato valore economico: un vivaio di latifoglie (pianta test: Salix caprea L.) e un vigneto (Vitis vinifera L.). È stato valutato sia l’effetto topico che quello residuale dei formulati attraverso il confinamento, in manicotti di tulle avvolgenti un germoglio, di 25 adulti prima (effetto topico) o dopo (effetto residuale) il trattamento che ha interessato l’intera pianta. È stata quindi valutata la mortalità a 1, 3, 8, 15 e 23 giorni dall’applicazione. Oltre a ciò, è stato determinato l’effetto repellente di ogni prodotto basandosi sul numero di individui trovati sulla chioma delle piante trattate ad ogni rilievo effettuato. I risultati hanno mostrato un efficace effetto insetticida per i Piretroidi (deltametrina, e la miscela permetrina più tetrametrina) ed il Neonicotinoide (acetamiprid), con poche differenze tra effetto topico e residuale. L’organofosfato (clorpirifos metile) è risultato efficace solo con l’effetto topico mentre il Semicarbazone (metamiflumizone) e l’Antranillamide (clorantraniliprole) non hanno evidenziato una sufficiente efficacia nel contenimento del fitofago. L’estratto vegetale naturale (azadiractina) non ha mostrato differenze rispetto alla mortalità nel testimone, manifestando tuttavia un buon effetto repellente negli 8 giorni successivi al trattamento sia su vite che su salice. In conclusione, si può affermare che tra i prodotti saggiati si trovano formulati in grado di contenere efficacemente le infestazioni di P. japonica nelle colture ad alto reddito. La bassa selettività delle sostanze attive risultate più efficaci impone la necessità di integrare questi mezzi in un piano generale di gestione che ne preveda l’impiego solo dove strettamente necessario inoltre, passate le prime fasi delle infestazioni è fondamentale affrontare il problema Popillia con un approccio comprensoriale privilegiando i metodi naturali di contenimento.
Popillia japonica, Integrated pest managment, insetticidi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1075007
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