Una serie di lavori condotti dal nostro gruppo di ricerca negli ultimi 5 anni ha centrato l’analisi del rapporto tra consumatore non-esperto e vino, da due punti di vista. Il primo riguarda la comprensione (o non comprensione), da parte di consumatori non esperti, di 64 termini frequentemente usati in guide vino e disciplinari di produzione per descrivere le proprietà sensoriali dei diversi tipi di vino.: I consumatori capiscono a cosa i termini si riferiscono? Sono concordi nell’attribuire ai termini uno stesso significato? Come varia la risposta a queste domande se si considerano tre campioni di soggetti con una “cultura” del vino molto diversa (iItaliani, vietnamiti, australiani)? E pPoi: che distanza c’è tra il significato più frequentemente attribuito dai non esperti e quello che gli esperti danno agli stessi termini? In caso di forte discordanza, si può pensare ad un nuovo lessico “condiviso”? (compreso cioè in maniera simile da esperti e non esperti?) Il secondo punto di vista riguarda la possibilità di individuare una associazione tra tratti di personalità del consumatore e caratteristiche sensoriali che egli cerca nei vini. C’è una associazione robusta? Risente di variabili quali genere, età, expertise? L’intento è anche quello di pensare ad un algoritmo per suggerimenti di l’acquisto che proponga una selezione di vini sulla base della personalità del consumatore: un nuovo modo di “customizzare” la proposta del prodotto sui tratti del cliente. Racconteremo una sintesi dei metodi utilizzati per rispondere a queste domande e dei risultati emersi.

Nuovi sguardi sul vino: linguaggio e personalità

Burro R.;Savardi U.;Fermani A.;Branchini E.;Torquati S.;Capitani E.;Barnaba V.;
2022

Abstract

Una serie di lavori condotti dal nostro gruppo di ricerca negli ultimi 5 anni ha centrato l’analisi del rapporto tra consumatore non-esperto e vino, da due punti di vista. Il primo riguarda la comprensione (o non comprensione), da parte di consumatori non esperti, di 64 termini frequentemente usati in guide vino e disciplinari di produzione per descrivere le proprietà sensoriali dei diversi tipi di vino.: I consumatori capiscono a cosa i termini si riferiscono? Sono concordi nell’attribuire ai termini uno stesso significato? Come varia la risposta a queste domande se si considerano tre campioni di soggetti con una “cultura” del vino molto diversa (iItaliani, vietnamiti, australiani)? E pPoi: che distanza c’è tra il significato più frequentemente attribuito dai non esperti e quello che gli esperti danno agli stessi termini? In caso di forte discordanza, si può pensare ad un nuovo lessico “condiviso”? (compreso cioè in maniera simile da esperti e non esperti?) Il secondo punto di vista riguarda la possibilità di individuare una associazione tra tratti di personalità del consumatore e caratteristiche sensoriali che egli cerca nei vini. C’è una associazione robusta? Risente di variabili quali genere, età, expertise? L’intento è anche quello di pensare ad un algoritmo per suggerimenti di l’acquisto che proponga una selezione di vini sulla base della personalità del consumatore: un nuovo modo di “customizzare” la proposta del prodotto sui tratti del cliente. Racconteremo una sintesi dei metodi utilizzati per rispondere a queste domande e dei risultati emersi.
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