Nel 1780 Jacopo Alessandro Calvi (1740-1815) dava alle stampe una raccolta di "Versi e prose sopra una serie di eccellenti pitture", che si configurava come catalogo della quadreria del marchese Filippo Hercolani, senatore, collezionista e mecenate, già dedicatario delle "Lettere sulla Baviera" (1763) di Ludovico Bianconi, e, in seguito, collaboratore, con Luigi Lanzi, della "Storia pittorica della Italia" (1792). Rinunciando alle modalità del consueto impianto encomiastico, l’autore aduna una sequenza di cinquanta sonetti che presenta interessanti punti di contatto con la "Galeria" del Marino. Si ricostruisce qui l’attività poetica del Calvi, pittore noto come il Sordino, attivo e apprezzato soprattutto a Bologna (nel 1756 Giampietro Zanotti gli aveva dedicato gli "Avvertimenti per lo incamminamento di un giovane alla pittura"), poi entrato a far parte dell’Accademia Clementina, dell’Arcadia (Felsineo Macedonico) e della colonia Renia; con particolare attenzione a taluni aspetti dell’incontro tra poesia e pittura che caratterizzano la silloge di "Versi e prose", secondo i parametri di una tradizione antica, radicata nell’ambiente bolognese del secondo Settecento, sensibile al precetto dell’ut pictura poesis.

Poesia e pittura: Jacopo Alessandro Calvi e la quadreria di Filippo Hercolani

salvade'
2020

Abstract

Nel 1780 Jacopo Alessandro Calvi (1740-1815) dava alle stampe una raccolta di "Versi e prose sopra una serie di eccellenti pitture", che si configurava come catalogo della quadreria del marchese Filippo Hercolani, senatore, collezionista e mecenate, già dedicatario delle "Lettere sulla Baviera" (1763) di Ludovico Bianconi, e, in seguito, collaboratore, con Luigi Lanzi, della "Storia pittorica della Italia" (1792). Rinunciando alle modalità del consueto impianto encomiastico, l’autore aduna una sequenza di cinquanta sonetti che presenta interessanti punti di contatto con la "Galeria" del Marino. Si ricostruisce qui l’attività poetica del Calvi, pittore noto come il Sordino, attivo e apprezzato soprattutto a Bologna (nel 1756 Giampietro Zanotti gli aveva dedicato gli "Avvertimenti per lo incamminamento di un giovane alla pittura"), poi entrato a far parte dell’Accademia Clementina, dell’Arcadia (Felsineo Macedonico) e della colonia Renia; con particolare attenzione a taluni aspetti dell’incontro tra poesia e pittura che caratterizzano la silloge di "Versi e prose", secondo i parametri di una tradizione antica, radicata nell’ambiente bolognese del secondo Settecento, sensibile al precetto dell’ut pictura poesis.
9788890790560
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