L’articolo esamina le conseguenze della celeberrima sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 6 marzo 2018 nel caso Achmea, che ha sancito l’incompatibilità delle clausole di soluzione delle controversie tra Stati e investitori contenute nei trattati bilaterali (“BIT”) intra-UE con il diritto dell’Unione. Tra tali conseguenza, spicca la firma, il 29 maggio 2019, del Trattato tra gli Stati Membri dell’Unione Europea avente ad oggetto la denuncia dei BIT tra Stati Membri. L’articolo esamina le conseguenze di tale Trattato sui procedimenti arbitrali - rispettivamente conclusi, pendenti e iniziati successivi alla sentenza Achmea – instaurati in base alle clausole contenute in BIT intraeuropei e all’articolo 26 del Trattato sulla Carta per l’Energia (“ECT”). Particolare attenzione è prestata all’intenzione, riflessa nel Trattato, di mettere fine immediatamente ai trattati bilaterali a dispetto delle “sunset clauses” in essi contenute. Gli autori esaminano poi le decisioni dei tribunali arbitrali che hanno sinora trattato – e regolarmente rigettato – obiezioni fondate sulla sentenza Achmea. Le prospettive di ottenere l’annullamento o l’esecuzione di lodi arbitrali pronunciati sulla base di BIT intra-UE e dell’ECT è analizzata distinguendo i procedimenti soggetti alla Convenzione di Washington del 1965 e quelli non disciplinati da tale Convenzione. Le possibilità di ottenere l’annullamento o l’esecuzione dei lodi dipendono in modo significativo dalla sede dei procedimenti arbitrali e dal luogo di esecuzione. L’articolo esamina poi la privazione della protezione degli investitori derivante dalla sentenza Achmea e dalla denuncia dei BIT intraeuropei dal punto di vista dei diritti umani. La compatibilità del Trattato sulla denuncia dei BIT intraeuropei con i diritti umani appare problematica soprattutto alla luce della rimozione retroattiva dei diritti degli investitori in assenza di meccanismi di protezione equivalenti.

Beyond Achmea: Implications for EU Member States, Arbitrators, National Courts and European Investors

Ciampi A;Carlevaris A
2020-01-01

Abstract

L’articolo esamina le conseguenze della celeberrima sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 6 marzo 2018 nel caso Achmea, che ha sancito l’incompatibilità delle clausole di soluzione delle controversie tra Stati e investitori contenute nei trattati bilaterali (“BIT”) intra-UE con il diritto dell’Unione. Tra tali conseguenza, spicca la firma, il 29 maggio 2019, del Trattato tra gli Stati Membri dell’Unione Europea avente ad oggetto la denuncia dei BIT tra Stati Membri. L’articolo esamina le conseguenze di tale Trattato sui procedimenti arbitrali - rispettivamente conclusi, pendenti e iniziati successivi alla sentenza Achmea – instaurati in base alle clausole contenute in BIT intraeuropei e all’articolo 26 del Trattato sulla Carta per l’Energia (“ECT”). Particolare attenzione è prestata all’intenzione, riflessa nel Trattato, di mettere fine immediatamente ai trattati bilaterali a dispetto delle “sunset clauses” in essi contenute. Gli autori esaminano poi le decisioni dei tribunali arbitrali che hanno sinora trattato – e regolarmente rigettato – obiezioni fondate sulla sentenza Achmea. Le prospettive di ottenere l’annullamento o l’esecuzione di lodi arbitrali pronunciati sulla base di BIT intra-UE e dell’ECT è analizzata distinguendo i procedimenti soggetti alla Convenzione di Washington del 1965 e quelli non disciplinati da tale Convenzione. Le possibilità di ottenere l’annullamento o l’esecuzione dei lodi dipendono in modo significativo dalla sede dei procedimenti arbitrali e dal luogo di esecuzione. L’articolo esamina poi la privazione della protezione degli investitori derivante dalla sentenza Achmea e dalla denuncia dei BIT intraeuropei dal punto di vista dei diritti umani. La compatibilità del Trattato sulla denuncia dei BIT intraeuropei con i diritti umani appare problematica soprattutto alla luce della rimozione retroattiva dei diritti degli investitori in assenza di meccanismi di protezione equivalenti.
Investor-State Dispute Settlement (ISDS); Achmea; ICSID; Energy Charter Treaty (ECT
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1044121
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