Lo studio indaga l’idea che soggetti adulti non-esperti hanno di “contrario di un processo di trasformazione", sulla base di stimoli iconici (semplici diagrammi geometrici su carta, che rappresentavano uno stadio x che si trasformava in uno y). Ai partecipanti veniva chiesto di disegnare “il/i processo/i contrario/i” a quello dato. Lo studio mirava a studiare: (a) i vincoli percettivi insiti nell'idea ingenua di “contrario di un processo” e (b) gli effetti di una preliminare descrizione verbale dello stimolo prodotta dal soggetto – probabilmente associata ad una sua elaborazione più consapevole. Tre sono i principali risultati emersi. 1) La grande maggioranza dei partecipanti ha disegnato un solo contrario. 2) La prima soluzione venuta in mente, sia in presenza che in assenza di una preliminare descrizione verbale dello stimoli, consiste nell’inversione degli stadi del processo iniziale, senza modificarne le caratteristiche figurali (i.e., y ? x). 3) La preliminare elaborazione verbale ha comportato una differenza nei pattern di risposta: quando i disegni sono stati realizzati basandosi solo su un'elaborazione visiva dello stimolo, i due pattern di risposta più frequenti hanno sempre implicato l'inversione dell'ordine degli stadi (con o senza modificazione delle figure). Invece, la preliminare descrizione verbale ha condotto a pensare anche ad un pattern di risposta in cui l’ordine degli stadi rimaneva invariato e si modificavano invece alcune caratteristiche delle figure. Questi risultati sollevano nuove questioni sia rispetto alla letteratura precedente sull'idea ingenua di contrari, che a quella sul ragionamento antitetico.

Il contrario di un processo nell’immaginazione naive.

Capitani E;Branchini E.;Burro R.;Savardi U.;
2020

Abstract

Lo studio indaga l’idea che soggetti adulti non-esperti hanno di “contrario di un processo di trasformazione", sulla base di stimoli iconici (semplici diagrammi geometrici su carta, che rappresentavano uno stadio x che si trasformava in uno y). Ai partecipanti veniva chiesto di disegnare “il/i processo/i contrario/i” a quello dato. Lo studio mirava a studiare: (a) i vincoli percettivi insiti nell'idea ingenua di “contrario di un processo” e (b) gli effetti di una preliminare descrizione verbale dello stimolo prodotta dal soggetto – probabilmente associata ad una sua elaborazione più consapevole. Tre sono i principali risultati emersi. 1) La grande maggioranza dei partecipanti ha disegnato un solo contrario. 2) La prima soluzione venuta in mente, sia in presenza che in assenza di una preliminare descrizione verbale dello stimoli, consiste nell’inversione degli stadi del processo iniziale, senza modificarne le caratteristiche figurali (i.e., y ? x). 3) La preliminare elaborazione verbale ha comportato una differenza nei pattern di risposta: quando i disegni sono stati realizzati basandosi solo su un'elaborazione visiva dello stimolo, i due pattern di risposta più frequenti hanno sempre implicato l'inversione dell'ordine degli stadi (con o senza modificazione delle figure). Invece, la preliminare descrizione verbale ha condotto a pensare anche ad un pattern di risposta in cui l’ordine degli stadi rimaneva invariato e si modificavano invece alcune caratteristiche delle figure. Questi risultati sollevano nuove questioni sia rispetto alla letteratura precedente sull'idea ingenua di contrari, che a quella sul ragionamento antitetico.
processo contrario, naive, percezione
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