Si mette in luce come le cinquantuno lettere inedite della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, indirizzate da Giovanni Battista Cavalcaselle all’abate Pietro Mugna dal 1869 al 1878, siano un raro documento circa la complessa elaborazione delle posizioni critiche del grande conoscitore, in particolare sulla necessità e difficoltà nel riprodurre le opere d’arte, ma soprattutto riguardo i termini e le espressioni adottate nella traduzione dei suoi testi in lingua inglese e tedesca. In questa occasione si scopre essere Mugna l’incaricato della traduzione in lingua italiana e, di fatto, della redazione della New History of Painting che ebbe poi una lunga gestazione e che lo vide esautorato, da quando si fa più incisiva all’interno del progetto l’influenza di Imbro Ignjatijević Tkalac. Dalla corrispondenza risulta chiaro il metodo di lavoro di Cavalcaselle, per cui si deducono riflessioni importanti circa la necessità di stabilire connessioni sistematiche fra le sue minute, nonché gli appunti e disegni custoditi alla Marciana e i testi editi con la collaborazione di Crowe nelle diverse redazioni. Fu Pietro Selvatico a stabilire i contatti fra Cavalcaselle e Mugna, non senza esprimere nell’occasione un giudizio critico sui limiti del metodo applicato dal conoscitore di Legnago. L’interesse era di individuare un informatore sui pittori di Feltre che Mugna ravvisò potesse essere un ecclesiastico come lui, Antonio Zanghellini, perché più votato alle ricerche locali. Si trattava di mettere in luce il profilo di Lorenzo Luzzo, alias il Morto da Feltre. Quale fosse la sua vera identità era un quesito divenuto attuale con l’esposizione della sua pala per la chiesa di Santo Stefano a Feltre nel nuovo allestimento della Gemäldegalerie des königlichen Museums di Berlino e la schedatura nel catalogo curato fin dal 1830 da Gustav Friedrich Waagen. Il contatto stabilito dall’Estense fra Cavalcaselle e Mugna non fu unicamente di intermediazione, ma foriero di progetti editoriali di largo respiro, sui quali erano necessarie riflessioni condivise. Mugna, allora residente ad Agordo, era ben noto nell’ambiente dei letterati ed eruditi in Italia come pure in Germania e Austria, in conseguenza all’esperienza di docente della lingua italiana a Vienna, di scrittore e di traduttore dal tedesco, di editore. Anche Cavalcalselle doveva conoscerlo, sotto questo profilo, per la traduzione del manuale di storia dell’arte di Franz Kugler (nell’edizione con Jacob Burckhardt) del 1858.

Per una collaborazione tra Giovanni Battista Cavalcaselle e Pietro Mugna: evoluzione e problematiche di un rapporto editoriale attraverso la testimonianza epistolare inedita, in Giovanni Battista Cavalcaselle 1819-2019. Una visione europea della storia dell’arte

giorgio fossaluzza
2019-01-01

Abstract

Si mette in luce come le cinquantuno lettere inedite della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, indirizzate da Giovanni Battista Cavalcaselle all’abate Pietro Mugna dal 1869 al 1878, siano un raro documento circa la complessa elaborazione delle posizioni critiche del grande conoscitore, in particolare sulla necessità e difficoltà nel riprodurre le opere d’arte, ma soprattutto riguardo i termini e le espressioni adottate nella traduzione dei suoi testi in lingua inglese e tedesca. In questa occasione si scopre essere Mugna l’incaricato della traduzione in lingua italiana e, di fatto, della redazione della New History of Painting che ebbe poi una lunga gestazione e che lo vide esautorato, da quando si fa più incisiva all’interno del progetto l’influenza di Imbro Ignjatijević Tkalac. Dalla corrispondenza risulta chiaro il metodo di lavoro di Cavalcaselle, per cui si deducono riflessioni importanti circa la necessità di stabilire connessioni sistematiche fra le sue minute, nonché gli appunti e disegni custoditi alla Marciana e i testi editi con la collaborazione di Crowe nelle diverse redazioni. Fu Pietro Selvatico a stabilire i contatti fra Cavalcaselle e Mugna, non senza esprimere nell’occasione un giudizio critico sui limiti del metodo applicato dal conoscitore di Legnago. L’interesse era di individuare un informatore sui pittori di Feltre che Mugna ravvisò potesse essere un ecclesiastico come lui, Antonio Zanghellini, perché più votato alle ricerche locali. Si trattava di mettere in luce il profilo di Lorenzo Luzzo, alias il Morto da Feltre. Quale fosse la sua vera identità era un quesito divenuto attuale con l’esposizione della sua pala per la chiesa di Santo Stefano a Feltre nel nuovo allestimento della Gemäldegalerie des königlichen Museums di Berlino e la schedatura nel catalogo curato fin dal 1830 da Gustav Friedrich Waagen. Il contatto stabilito dall’Estense fra Cavalcaselle e Mugna non fu unicamente di intermediazione, ma foriero di progetti editoriali di largo respiro, sui quali erano necessarie riflessioni condivise. Mugna, allora residente ad Agordo, era ben noto nell’ambiente dei letterati ed eruditi in Italia come pure in Germania e Austria, in conseguenza all’esperienza di docente della lingua italiana a Vienna, di scrittore e di traduttore dal tedesco, di editore. Anche Cavalcalselle doveva conoscerlo, sotto questo profilo, per la traduzione del manuale di storia dell’arte di Franz Kugler (nell’edizione con Jacob Burckhardt) del 1858.
Giovanni Battista Cavalcaselle, Pietro Mugna, Imbro Ignjatijević Tkalac, Pietro Selvatico, Antonio Zanghellini, Gustav Friedrich Waagen, Franz Kugler, Jacob Burckhardt, Lorenzo Luzzo, Morto da Feltre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1041939
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