L’articolo analizza e commenta tre canzoni di Torquato Tasso (Rime, 1449-1451), riscrittura delle cantilenae oculorum petrarchesche. Dopo aver richiamato i principali elementi storico-filologici utili a una ricostruzione del contesto delle liriche prese in esame, l’intervento propone anzitutto un’analisi tematico-formale e intertestuale, imperniata sulla sostituzione del tradizionale elemento degli occhi con le mani della donna, oggetto del canto tassiano. L’obiettivo è la riconsiderazione del rapporto con Petrarca e della logica agonale che regge le tre canzoni, anche attraverso un confronto con la tradizione figurativa rinascimentale e con il nuovo ruolo che essa attribuisce proprio alla rappresentazione della mano.

Tasso e le canzoni degli occhi: in margine a "Rime" 1449-1451

massimo natale
2017-01-01

Abstract

L’articolo analizza e commenta tre canzoni di Torquato Tasso (Rime, 1449-1451), riscrittura delle cantilenae oculorum petrarchesche. Dopo aver richiamato i principali elementi storico-filologici utili a una ricostruzione del contesto delle liriche prese in esame, l’intervento propone anzitutto un’analisi tematico-formale e intertestuale, imperniata sulla sostituzione del tradizionale elemento degli occhi con le mani della donna, oggetto del canto tassiano. L’obiettivo è la riconsiderazione del rapporto con Petrarca e della logica agonale che regge le tre canzoni, anche attraverso un confronto con la tradizione figurativa rinascimentale e con il nuovo ruolo che essa attribuisce proprio alla rappresentazione della mano.
2017
Petrarca, Tasso, intertestualità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/979194
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