Il disturbo della funzione dell’arto superiore rappresenta uno dei più comuni deficit riscontrati in pazienti affetti da esiti di ictus cerebrale, in particolare circa il 60% dei pazienti soffrono di una qualche forma di impaccio senso-motorio associato all’estremità distale1. In ambito riabilitativo è cresciuto l’interesse per le tecnologie innovative, le quali cercano di offrire un trattamento intensivo e altamente strutturato (terapia robotica)2 o di modulare l’attività della corteccia motoria sia dell’emisfero leso che sano (tDCS anodica o catodica)3. L’obiettivo principale del presente studio è valutare l’efficacia di uno strumento robotico in associazione alla tDCS anodica sui disturbi senso-motori dell’arto superiore in pazienti affetti da esiti di ictus; l’obiettivo secondario è valutare come tale trattamento combinato possa ridurre la disabilità del paziente. Prima (T0), dopo (T1) e a distanza di un mese (T2) dalla fine del trattamento i pazienti sono stati valutati con misure di outcome primarie (Scala del Medical Research Council, Motricity Index sub-test per arto superiore, Nine Hole Peg Test, Action Research Arm Test, Motor Activity Log) e secondarie (Amadeo Firefighters, Valutazione della sensibilità somatica, Barthel Index). 20 soggetti affetti da esiti di ictus sono stati randomizzati in due gruppi: il gruppo sperimentale ha eseguito trattamento con dispositivo robotico AMADEO® associato alla tDCS anodica; il gruppo di controllo ha seguito lo stesso protocollo ma con sham tDCS. Tutti i soggetti hanno svolto 12 sedute (3 volte alla settimana per un mese). Ogni gruppo ha ottenuto modificazioni statisticamente significative tra T0-T1 e T0-T2, eccetto per i sub-test ARAT grasp, gross movements per il gruppo sperimentale e sensibilità barica per entrambi i gruppi; al confronto tra gruppi non sono state rilevate differenze significative nelle misure di outcome. La terapia robotica è risultata efficace nel recupero motorio dell’arto superiore dopo danno da ictus. L’associazione di una tecnica non invasiva di stimolazione cerebrale non ha influito significativamente su tale recupero. La mancanza di effetti della tDCS potrebbe derivare dal protocollo di stimolazione applicato o dalla necessità di un follow up più lungo, oltre il mese.

EFFETTI DELLA STIMOLAZIONE ELETTRICA TRANSCRANICA ASSOCIATA ALLA RIABILITAZIONE ROBOTICA SUI DISTURBI SENSO-MOTORI DELL’ARTO SUPERIORE: STUDIO RANDOMIZZATO CONTROLLATO IN PAZIENTI AFFETTI DA ICTUS.

Modenese, Angela;GANDOLFI, MariaLuisa;GEROIN, Christian;PICELLI, Alessandro;MUNARI, Daniele;SMANIA, Nicola
2013

Abstract

Il disturbo della funzione dell’arto superiore rappresenta uno dei più comuni deficit riscontrati in pazienti affetti da esiti di ictus cerebrale, in particolare circa il 60% dei pazienti soffrono di una qualche forma di impaccio senso-motorio associato all’estremità distale1. In ambito riabilitativo è cresciuto l’interesse per le tecnologie innovative, le quali cercano di offrire un trattamento intensivo e altamente strutturato (terapia robotica)2 o di modulare l’attività della corteccia motoria sia dell’emisfero leso che sano (tDCS anodica o catodica)3. L’obiettivo principale del presente studio è valutare l’efficacia di uno strumento robotico in associazione alla tDCS anodica sui disturbi senso-motori dell’arto superiore in pazienti affetti da esiti di ictus; l’obiettivo secondario è valutare come tale trattamento combinato possa ridurre la disabilità del paziente. Prima (T0), dopo (T1) e a distanza di un mese (T2) dalla fine del trattamento i pazienti sono stati valutati con misure di outcome primarie (Scala del Medical Research Council, Motricity Index sub-test per arto superiore, Nine Hole Peg Test, Action Research Arm Test, Motor Activity Log) e secondarie (Amadeo Firefighters, Valutazione della sensibilità somatica, Barthel Index). 20 soggetti affetti da esiti di ictus sono stati randomizzati in due gruppi: il gruppo sperimentale ha eseguito trattamento con dispositivo robotico AMADEO® associato alla tDCS anodica; il gruppo di controllo ha seguito lo stesso protocollo ma con sham tDCS. Tutti i soggetti hanno svolto 12 sedute (3 volte alla settimana per un mese). Ogni gruppo ha ottenuto modificazioni statisticamente significative tra T0-T1 e T0-T2, eccetto per i sub-test ARAT grasp, gross movements per il gruppo sperimentale e sensibilità barica per entrambi i gruppi; al confronto tra gruppi non sono state rilevate differenze significative nelle misure di outcome. La terapia robotica è risultata efficace nel recupero motorio dell’arto superiore dopo danno da ictus. L’associazione di una tecnica non invasiva di stimolazione cerebrale non ha influito significativamente su tale recupero. La mancanza di effetti della tDCS potrebbe derivare dal protocollo di stimolazione applicato o dalla necessità di un follow up più lungo, oltre il mese.
Stimolazione cerebrale, ictus, riabilitazione
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