Il protagonista di Fou trop poli racconta la cronaca del suo esilio sociale interiore. Lo scrittore si immedesima in un pazzo, che si trasforma poi in giardiniere o in coleottero fino a sconfinare in una narrazione collettiva in totale simbiosi con la Natura. La figura del folle, già presente in opere precedenti di Savitzkaya, ripercorre i passi di altri pazzi illustri, da Maldoror ai personaggi di Beckett, e attraverso un fine procedimento umoristico di riscrittura, tipica del Surrealismo belga, destruttura la lingua per tornare al reale. The protagonist of Fou trop poli tells a story of a social and, at the same time, inner exile. The writer identifies with a madman, and later transforms into a gardener or into a coleopteran, eventually wandering off to a collective narration that entails a total symbiosis with Nature. The figure of the lunatic,already present in some of Savitzkaya’s previous works, goes back to other famous literary fools, from Maldoror to Beckett’s characters and, through a refined and humorous rewriting process – typical of Belgian Surrealism – dismantles language in order to restore reality.

Esilio interiore e ritorno al reale in Fou trop poli di Eugène Savitzkaya

BISERNI, Marcella
2013-01-01

Abstract

Il protagonista di Fou trop poli racconta la cronaca del suo esilio sociale interiore. Lo scrittore si immedesima in un pazzo, che si trasforma poi in giardiniere o in coleottero fino a sconfinare in una narrazione collettiva in totale simbiosi con la Natura. La figura del folle, già presente in opere precedenti di Savitzkaya, ripercorre i passi di altri pazzi illustri, da Maldoror ai personaggi di Beckett, e attraverso un fine procedimento umoristico di riscrittura, tipica del Surrealismo belga, destruttura la lingua per tornare al reale. The protagonist of Fou trop poli tells a story of a social and, at the same time, inner exile. The writer identifies with a madman, and later transforms into a gardener or into a coleopteran, eventually wandering off to a collective narration that entails a total symbiosis with Nature. The figure of the lunatic,already present in some of Savitzkaya’s previous works, goes back to other famous literary fools, from Maldoror to Beckett’s characters and, through a refined and humorous rewriting process – typical of Belgian Surrealism – dismantles language in order to restore reality.
Savitzkaya; pazzia; esilio; letterature francofone; Belgio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/895794
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