L’acido folico (vitamina B9) è una vitamina idrosolubile del complesso B, che va introdotta nel nostro organismo con un’alimentazione adeguata. All’inizio della gravidanza il fabbisogno di questa importante vitamina aumenta. L’importanza dell'acido folico risiede nelle sue capacità di favorire la costruzione di nuove cellule: è dunque essenziale per la formazione del DNA e delle proteine, in particolare dell’emoglobina e delle cellule embrionali. La quantità (almeno 0,4 mg al giorno) necessaria all’embrione nei primissimi giorni di sviluppo non può essere assicurata solo dall’alimentazione. È dunque necessario assumere compresse di acido folico in aggiunta ad un’alimentazione adeguata già durante il periodo pre-concezionale, perché le eventuali malformazioni che intendiamo prevenire potrebbero essersi già verificate prima che la donna abbia scoperto di essere incinta. L’acido folico diminuisce il rischio di insorgenza di difetti del tubo neurale. Pressochè tutti gli studi clinici dal 1981 ad oggi riportano una riduzione sia del rischio di occorrenza che di ricorrenza, pari al 30-70%. La supplementazione periconcezionale potrebbe anche ridurre il rischio di altri difetti congeniti nel loro insieme, riduzione stimabile intorno al 10-20%, tra cui alcuni relativamente comuni come le cardiopatie congenite e le labio+/-palatoschisi, oltre a difetti del tratto urinario, ipo-agenesie degli arti, onfalocele e atresia anale. La quantità di acido folico sintetico assunto che si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio di malformazioni è variabile, tra 0,4-0,8 mg e 4-5 mg al giorno. Una revisione sui dosaggi efficaci suggerisce un effetto dose-dipendente. Nonostante anche nel nostro paese sia stata prodotta la “Raccomandazione per la riduzione del rischio di difetti congeniti” dal Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria di Difetti Congeniti e siano state attivate negli anni campagne informative dirette alle donne in età fertile e agli operatori sanitari, la supplementazione periconcezionale rimane ancora oggi una buona pratica fortemente trascurata. Per sostenere la diffusione nella pratica clinica di queste evidenze e contribuire a comprendere se gli altri vantaggi ipotizzati siano reali, è stato finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), grazie ai bandi per la ricerca indipendente sui farmaci, lo “Studio Acido Folico” (www.folictrial.org). L’ipotesi che l’assunzione di dosaggi più elevati di acido folico, rispetto a quelli attualmente raccomandati, riduca ulteriormente l’insorgenza di difetti del tubo neurale e di altre malformazioni congenite, rappresenta il razionale principale del progetto di ricerca. Lo studio ha l’obiettivo primario di valutare se la supplementazione periconcezionale con acido folico alla dose di 4 mg al giorno, in confronto alla dose standard di 0,4 mg, riduca maggiormente l’insorgenza delle malformazioni congenite nel loro insieme. E’ oggetto di valutazione nei due bracci di trattamento anche la frequenza di ulteriori effetti benefici sugli esiti della gravidanza come il decremento di aborto spontaneo, di ritardo di crescita intrauterina, di pre-eclampsia, di distacco di placenta, di morte intrauterina, di parto pretermine, nonché la frequenza di comparsa di gravidanze gemellari. Questa esperienza, condotta in collaborazione con i colleghi olandesi, rappresenta un’occasione unica in campo materno-infantile per diffondere un’attività che cerca di coniugare lo sviluppo di progetti diretti alla popolazione, con l’obiettivo di sostenere buone pratiche ancora oggi troppo trascurate e lo sforzo di dare una risposta a domande di ricerca cruciali per la salute della popolazione.

Promozione Acido Folico

BORTOLUS, Renata;
2012

Abstract

L’acido folico (vitamina B9) è una vitamina idrosolubile del complesso B, che va introdotta nel nostro organismo con un’alimentazione adeguata. All’inizio della gravidanza il fabbisogno di questa importante vitamina aumenta. L’importanza dell'acido folico risiede nelle sue capacità di favorire la costruzione di nuove cellule: è dunque essenziale per la formazione del DNA e delle proteine, in particolare dell’emoglobina e delle cellule embrionali. La quantità (almeno 0,4 mg al giorno) necessaria all’embrione nei primissimi giorni di sviluppo non può essere assicurata solo dall’alimentazione. È dunque necessario assumere compresse di acido folico in aggiunta ad un’alimentazione adeguata già durante il periodo pre-concezionale, perché le eventuali malformazioni che intendiamo prevenire potrebbero essersi già verificate prima che la donna abbia scoperto di essere incinta. L’acido folico diminuisce il rischio di insorgenza di difetti del tubo neurale. Pressochè tutti gli studi clinici dal 1981 ad oggi riportano una riduzione sia del rischio di occorrenza che di ricorrenza, pari al 30-70%. La supplementazione periconcezionale potrebbe anche ridurre il rischio di altri difetti congeniti nel loro insieme, riduzione stimabile intorno al 10-20%, tra cui alcuni relativamente comuni come le cardiopatie congenite e le labio+/-palatoschisi, oltre a difetti del tratto urinario, ipo-agenesie degli arti, onfalocele e atresia anale. La quantità di acido folico sintetico assunto che si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio di malformazioni è variabile, tra 0,4-0,8 mg e 4-5 mg al giorno. Una revisione sui dosaggi efficaci suggerisce un effetto dose-dipendente. Nonostante anche nel nostro paese sia stata prodotta la “Raccomandazione per la riduzione del rischio di difetti congeniti” dal Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria di Difetti Congeniti e siano state attivate negli anni campagne informative dirette alle donne in età fertile e agli operatori sanitari, la supplementazione periconcezionale rimane ancora oggi una buona pratica fortemente trascurata. Per sostenere la diffusione nella pratica clinica di queste evidenze e contribuire a comprendere se gli altri vantaggi ipotizzati siano reali, è stato finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), grazie ai bandi per la ricerca indipendente sui farmaci, lo “Studio Acido Folico” (www.folictrial.org). L’ipotesi che l’assunzione di dosaggi più elevati di acido folico, rispetto a quelli attualmente raccomandati, riduca ulteriormente l’insorgenza di difetti del tubo neurale e di altre malformazioni congenite, rappresenta il razionale principale del progetto di ricerca. Lo studio ha l’obiettivo primario di valutare se la supplementazione periconcezionale con acido folico alla dose di 4 mg al giorno, in confronto alla dose standard di 0,4 mg, riduca maggiormente l’insorgenza delle malformazioni congenite nel loro insieme. E’ oggetto di valutazione nei due bracci di trattamento anche la frequenza di ulteriori effetti benefici sugli esiti della gravidanza come il decremento di aborto spontaneo, di ritardo di crescita intrauterina, di pre-eclampsia, di distacco di placenta, di morte intrauterina, di parto pretermine, nonché la frequenza di comparsa di gravidanze gemellari. Questa esperienza, condotta in collaborazione con i colleghi olandesi, rappresenta un’occasione unica in campo materno-infantile per diffondere un’attività che cerca di coniugare lo sviluppo di progetti diretti alla popolazione, con l’obiettivo di sostenere buone pratiche ancora oggi troppo trascurate e lo sforzo di dare una risposta a domande di ricerca cruciali per la salute della popolazione.
acido folico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/707565
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