Promuovere la salute della donna in generale e soprattutto durante l’età fertile è diventato l’imperativo di una moderna assistenza materno-infantile. Questo è particolarmente necessario dal momento in cui la donna, con il proprio partner, è aperta alla procreazione. Attualmente infatti il paradigma dell’assistenza materno-infantile prevede una visita ostetrica nelle prime settimane, controlli periodici durante la gravidanza e appropriate cure neonatali e infantili. Questo paradigma va però ampliato al periodo preconcezionale. Infatti, quando viene effettuata la prima visita ostetrica (intorno all’8°-10° settimana di gestazione), l’embrione ha già completato la struttura base del sistema nervoso centrale e il cuore ha iniziato a battere. Ogni azione preventiva e di promozione della salute risulta quindi parziale, limitata, inefficace soprattutto per la prevenzione delle malformazioni congenite perché tardiva nei confronti delle prime fasi di sviluppo degli organi. Inoltre, le recenti scoperte scientifiche sulla programmazione fetale attraverso meccanismi di epigenetica, suggeriscono che le prime fasi di sviluppo embrionale, sin dal giorno del concepimento, pongono le basi per la salute umana, non solo infantile ma anche della persona adulta. Il progetto “Pensiamoci Prima” promosso dall’Alessandra Lisi International Centre on Birth Defects and Prematurity (centro collaborativo OMS per la sorveglianza e prevenzione dei difetti congeniti e della prematurità) e finanziato dal Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie del Ministero della Salute, si colloca in questo ambito, in linea con analoghe iniziative che si stanno attuando in Europa, Stati Uniti, Sud America a tutela della salute materno-infantile. L’obiettivo è tradurre nella pratica clinica corrente e nelle azioni di sanità pubblica nazionali, regionali e territoriali l’importanza dell’attenzione al periodo preconcezionale che le recenti scoperte scientifiche sostengono, allo scopo di consentire una più efficace riduzione dei rischi riproduttivi: infertilità, aborti spontanei, malformazioni, prematurità, disabilità congenite. “Pensiamoci Prima” ha messo a punto una serie di pacchetti formativi per l’aggiornamento dei sanitari, linee guida, strumenti di facilitazione per gli operatori, materiale informativo per la popolazione femminile e le coppie, programmi di implementazione territoriale. Il tutto è reperibile sul sito web www.pensiamociprima.net . “Pensiamoci Prima” ha operato condividendo i vari prodotti con le principali società scientifiche che si occupano della salute materno-infantile e ha sottolineato il ruolo critico e centrale dei consultori familiari, tenendo anche conto della diversa popolazione che oggigiorno si avvicina alla procreazione.

Il progetto “Pensiamoci Prima” per la prevenzione primaria delle malformazioni congenite

BORTOLUS, Renata;
2011

Abstract

Promuovere la salute della donna in generale e soprattutto durante l’età fertile è diventato l’imperativo di una moderna assistenza materno-infantile. Questo è particolarmente necessario dal momento in cui la donna, con il proprio partner, è aperta alla procreazione. Attualmente infatti il paradigma dell’assistenza materno-infantile prevede una visita ostetrica nelle prime settimane, controlli periodici durante la gravidanza e appropriate cure neonatali e infantili. Questo paradigma va però ampliato al periodo preconcezionale. Infatti, quando viene effettuata la prima visita ostetrica (intorno all’8°-10° settimana di gestazione), l’embrione ha già completato la struttura base del sistema nervoso centrale e il cuore ha iniziato a battere. Ogni azione preventiva e di promozione della salute risulta quindi parziale, limitata, inefficace soprattutto per la prevenzione delle malformazioni congenite perché tardiva nei confronti delle prime fasi di sviluppo degli organi. Inoltre, le recenti scoperte scientifiche sulla programmazione fetale attraverso meccanismi di epigenetica, suggeriscono che le prime fasi di sviluppo embrionale, sin dal giorno del concepimento, pongono le basi per la salute umana, non solo infantile ma anche della persona adulta. Il progetto “Pensiamoci Prima” promosso dall’Alessandra Lisi International Centre on Birth Defects and Prematurity (centro collaborativo OMS per la sorveglianza e prevenzione dei difetti congeniti e della prematurità) e finanziato dal Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie del Ministero della Salute, si colloca in questo ambito, in linea con analoghe iniziative che si stanno attuando in Europa, Stati Uniti, Sud America a tutela della salute materno-infantile. L’obiettivo è tradurre nella pratica clinica corrente e nelle azioni di sanità pubblica nazionali, regionali e territoriali l’importanza dell’attenzione al periodo preconcezionale che le recenti scoperte scientifiche sostengono, allo scopo di consentire una più efficace riduzione dei rischi riproduttivi: infertilità, aborti spontanei, malformazioni, prematurità, disabilità congenite. “Pensiamoci Prima” ha messo a punto una serie di pacchetti formativi per l’aggiornamento dei sanitari, linee guida, strumenti di facilitazione per gli operatori, materiale informativo per la popolazione femminile e le coppie, programmi di implementazione territoriale. Il tutto è reperibile sul sito web www.pensiamociprima.net . “Pensiamoci Prima” ha operato condividendo i vari prodotti con le principali società scientifiche che si occupano della salute materno-infantile e ha sottolineato il ruolo critico e centrale dei consultori familiari, tenendo anche conto della diversa popolazione che oggigiorno si avvicina alla procreazione.
prevenzione; malformazioni congenite
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/707366
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