Circa il 30-40% delle spese indirette e generali di tipo industriale è di difficile analisi, in particolare ci riferiamo alla componentistica MRO (Maintenance, Repair and Operations) ovvero i pezzi commerciali correlati all’operatività degli impianti e delle fabbriche; il cui valore rappresenta mediamente il 3% dei costi industriali. Le opportunità in termini di saving, potenzialmente, possono essere anche superiori al 20%. I materiali commerciali rappresentano in buona parte materiali di tipo “C”, i cui volumi sono dispersi in un grande numero di item prodotti (tipicamente da decine a centinaia di migliaia i codici e ancor più le righe d’ordine). Sono parzialmente codificati e spesso hanno codifiche disomogenee tra i vari stabilimenti, Sistemi Informativi, cataloghi elettronici. Sono descritti in modo incompleto negli ordini, spesso le descrizioni sono composte da sigle, abbreviazioni, codifiche di fornitori; diverse per stabilimento e scritte in lingue diverse nei vari paesi. Risulta pressoché impossibile analizzare questa spesa con metodi statistici (campionature) data l’estrema dispersione, né tantomeno analizzando i S.I. aziendali, data la mancanza di una rigorosa codifica omogenea e condivisa. Quindi questa è una delle maggiori tipologie di spese normalmente non analizzata e fuori controllo. I presupposti che hanno fatto scattare il processo di innovazione sono stati diversi: – la presenza diffusa di sistemi gestionali, stabilimenti, lingue, codificatori, fornitori che non dialogano tra loro e possono annullare l’univocità della codifica di un codice prodotto. Questo è tanto più vero se un’impresa è globale o è spesso attiva nell’acquisire concorrenti, clienti o fornitori; – una certa difficoltà nella gestione della componentistica commerciale fatta di domini vasti e caotici con clienti e bisogni che variano nel tempo; – i prodotti hanno cicli di vita sempre più brevi e le informazioni necessarie o legate ai prodotti stessi sono disperse in fonti non strutturate. Questi problemi generano inefficienze, scarsa produttività e livelli di servizio decrescenti. Inoltre, le imprese globali lavorano su vari codici per vari paesi, che hanno un diverso sistema di codifica fornitore, diverse lingue e descrizioni. Questo genera numerose inefficienze nella gestione degli acquisti perché la riga d’ordine è il protocollo di comunicazione tra cliente e fornitore. Il progetto ACP trae, dunque, origine dall’esigenza di ridurre la complessità e quindi di dare risposta a questi bisogni del mercato

L'analisi e la riduzione della spesa come leva per la ricostruzione dei margini. Il caso ACP

SIGNORI, Paola;RUSSO, IVAN
2009

Abstract

Circa il 30-40% delle spese indirette e generali di tipo industriale è di difficile analisi, in particolare ci riferiamo alla componentistica MRO (Maintenance, Repair and Operations) ovvero i pezzi commerciali correlati all’operatività degli impianti e delle fabbriche; il cui valore rappresenta mediamente il 3% dei costi industriali. Le opportunità in termini di saving, potenzialmente, possono essere anche superiori al 20%. I materiali commerciali rappresentano in buona parte materiali di tipo “C”, i cui volumi sono dispersi in un grande numero di item prodotti (tipicamente da decine a centinaia di migliaia i codici e ancor più le righe d’ordine). Sono parzialmente codificati e spesso hanno codifiche disomogenee tra i vari stabilimenti, Sistemi Informativi, cataloghi elettronici. Sono descritti in modo incompleto negli ordini, spesso le descrizioni sono composte da sigle, abbreviazioni, codifiche di fornitori; diverse per stabilimento e scritte in lingue diverse nei vari paesi. Risulta pressoché impossibile analizzare questa spesa con metodi statistici (campionature) data l’estrema dispersione, né tantomeno analizzando i S.I. aziendali, data la mancanza di una rigorosa codifica omogenea e condivisa. Quindi questa è una delle maggiori tipologie di spese normalmente non analizzata e fuori controllo. I presupposti che hanno fatto scattare il processo di innovazione sono stati diversi: – la presenza diffusa di sistemi gestionali, stabilimenti, lingue, codificatori, fornitori che non dialogano tra loro e possono annullare l’univocità della codifica di un codice prodotto. Questo è tanto più vero se un’impresa è globale o è spesso attiva nell’acquisire concorrenti, clienti o fornitori; – una certa difficoltà nella gestione della componentistica commerciale fatta di domini vasti e caotici con clienti e bisogni che variano nel tempo; – i prodotti hanno cicli di vita sempre più brevi e le informazioni necessarie o legate ai prodotti stessi sono disperse in fonti non strutturate. Questi problemi generano inefficienze, scarsa produttività e livelli di servizio decrescenti. Inoltre, le imprese globali lavorano su vari codici per vari paesi, che hanno un diverso sistema di codifica fornitore, diverse lingue e descrizioni. Questo genera numerose inefficienze nella gestione degli acquisti perché la riga d’ordine è il protocollo di comunicazione tra cliente e fornitore. Il progetto ACP trae, dunque, origine dall’esigenza di ridurre la complessità e quindi di dare risposta a questi bisogni del mercato
9788864640341
spend management; logistica di acquisto; software gestionali
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