Studiando un'occasione festiva del calendario romano ('cara cognatio'), l'articolo propone un'analisi dei codici di parentela nella Roma antica e dell'estensione metaforica di tale concetto scandita in tre momenti differenti: Ovidio ("Fasti" 2, 617-638) e Valerio Massimo (2, 1, 8) ; Marziale (9, 54 ; 9, 55) ; un'iscrizione di età antonina (CIL VI 10234), la "Lex collegii Aesculapi et Hygiae".

'Cara cognatio': la tradizione di una festa tra 'propinqui'

RACCANELLI, Renata
1996-01-01

Abstract

Studiando un'occasione festiva del calendario romano ('cara cognatio'), l'articolo propone un'analisi dei codici di parentela nella Roma antica e dell'estensione metaforica di tale concetto scandita in tre momenti differenti: Ovidio ("Fasti" 2, 617-638) e Valerio Massimo (2, 1, 8) ; Marziale (9, 54 ; 9, 55) ; un'iscrizione di età antonina (CIL VI 10234), la "Lex collegii Aesculapi et Hygiae".
"caristia"; "cognatio"; "propinqui"; "munus"; parentela metaforica; calendario romano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/386327
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