Nel corso della dominazione asburgica (1814-1866) la funzione militare della città, inclusa nel “Quadrilatero” fu assolutamente prioritaria anche a livello logistico, divenendo uno dei punti di forza del sistema militare dell’impero. Verona assunse il ruolo di piazzaforte d’armata, ossia il centro organizzativo, di deposito e di rifornimento dell’intera guarnigione del Veneto, composta da circa 100.000 uomini. La crescente importanza assunta dal capoluogo veneto portò interventi di grande rilievo per il rafforzamento della città con la costituzione di un campo trincerato e per assicurare le necessarie strutture logistiche. Si resero necessari edifici adeguati per l’alloggio, l’assistenza, la manutenzione, la costruzione ed il deposito delle armi, la produzione e lo stoccaggio di riserve alimentari. Vennero quindi costruiti, secondo moderni dettami scientifici e tecnologici, un ospedale militare di grandi dimensioni (fino a 2.000 degenti), un panificio (capace di produrre ca. Kg. 55.000 tra pane e gallette al giorno), l’arsenale d’artiglieria con fonderie (panificio e arsenale erano dotati di macchine a vapore) e varie caserme (per altre si riutilizzarono per lo più edifici di enti religiosi soppressi). Verona, con i suoi 50.000 abitanti si trova dopo il ’48 ad ospitare contingenti di 20.000 militari. L’incidenza economica di tali interventi si doveva dispiegare in ambiti diversificati: dall’introduzione di strutture industriali all’avanguardia, all’impulso nel settore dell’edilizia, alla richiesta di variegati servizi, all’ampliamento del commercio.

Verona piazzaforte d’armata del Lombardo-Veneto: le opere strategiche, logistiche e le infrastrutture

FERRARI, Maria Luisa
2009-01-01

Abstract

Nel corso della dominazione asburgica (1814-1866) la funzione militare della città, inclusa nel “Quadrilatero” fu assolutamente prioritaria anche a livello logistico, divenendo uno dei punti di forza del sistema militare dell’impero. Verona assunse il ruolo di piazzaforte d’armata, ossia il centro organizzativo, di deposito e di rifornimento dell’intera guarnigione del Veneto, composta da circa 100.000 uomini. La crescente importanza assunta dal capoluogo veneto portò interventi di grande rilievo per il rafforzamento della città con la costituzione di un campo trincerato e per assicurare le necessarie strutture logistiche. Si resero necessari edifici adeguati per l’alloggio, l’assistenza, la manutenzione, la costruzione ed il deposito delle armi, la produzione e lo stoccaggio di riserve alimentari. Vennero quindi costruiti, secondo moderni dettami scientifici e tecnologici, un ospedale militare di grandi dimensioni (fino a 2.000 degenti), un panificio (capace di produrre ca. Kg. 55.000 tra pane e gallette al giorno), l’arsenale d’artiglieria con fonderie (panificio e arsenale erano dotati di macchine a vapore) e varie caserme (per altre si riutilizzarono per lo più edifici di enti religiosi soppressi). Verona, con i suoi 50.000 abitanti si trova dopo il ’48 ad ospitare contingenti di 20.000 militari. L’incidenza economica di tali interventi si doveva dispiegare in ambiti diversificati: dall’introduzione di strutture industriali all’avanguardia, all’impulso nel settore dell’edilizia, alla richiesta di variegati servizi, all’ampliamento del commercio.
Storia urbana; XIX secolo; strutture militari
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/345931
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus 1
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact