Con il presente intervento si è inteso seguire le diverse attività (manifatturiera, commerciale e di investimento immobiliare e fondiario) perseguite nel corso del XVI secolo da famiglie appartenenti al ceto dirigente di una tra le più importanti città della Terraferma veneta: la Vicenza di Andrea Palladio. L’analisi è stata effettuata utilizzando materiale archivistico di vario genere e natura in gran parte inedito (compresi alcuni registri contabili di recente reperimento) al fine di verificare come nel corso del Cinquecento l’interesse verso la terra dimostrato dai membri del ceto dirigente berico, al pari di quanto avviene anche in altre aree dello stato territoriale veneziano del Cinquecento, sia indubbiamente crescente; ma anche con l’intento di sottolineare come il suddetto fenomeno non abbia automaticamente determinato un repentino ed immediato abbandono delle attività manifatturiere e mercantili che continuano ad essere praticate con successo anche su scenari internazionali di ampie dimensioni lungo delle direttrici di traffico che da Vicenza e dal suo territorio si irradiano principalmente verso la Francia, i Paesi Bassi, la Svizzera, l’area tedesca e l’Inghilterra ed in misura minore la Spagna, il Portogallo, la Svezia, la Polonia, e più in generale l’Europa orientale.

Diversificazione degli investimenti e forme protoindustriali nell'Italia nord-orientale della prima età moderna. Il caso di Vicenza nell'età di Andrea Palladio

DEMO, Edoardo
2009

Abstract

Con il presente intervento si è inteso seguire le diverse attività (manifatturiera, commerciale e di investimento immobiliare e fondiario) perseguite nel corso del XVI secolo da famiglie appartenenti al ceto dirigente di una tra le più importanti città della Terraferma veneta: la Vicenza di Andrea Palladio. L’analisi è stata effettuata utilizzando materiale archivistico di vario genere e natura in gran parte inedito (compresi alcuni registri contabili di recente reperimento) al fine di verificare come nel corso del Cinquecento l’interesse verso la terra dimostrato dai membri del ceto dirigente berico, al pari di quanto avviene anche in altre aree dello stato territoriale veneziano del Cinquecento, sia indubbiamente crescente; ma anche con l’intento di sottolineare come il suddetto fenomeno non abbia automaticamente determinato un repentino ed immediato abbandono delle attività manifatturiere e mercantili che continuano ad essere praticate con successo anche su scenari internazionali di ampie dimensioni lungo delle direttrici di traffico che da Vicenza e dal suo territorio si irradiano principalmente verso la Francia, i Paesi Bassi, la Svizzera, l’area tedesca e l’Inghilterra ed in misura minore la Spagna, il Portogallo, la Svezia, la Polonia, e più in generale l’Europa orientale.
9788823842410
Diversificazione degli investimenti; manifatture; Veneto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/338618
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