In questa tesi si analizza il significato lessicale delle nominalizzazioni deverbali tradizionalmente definite come nomi d'azione, vale a dire, quei nominali deverbali che conservano pressoché inalterato il significato della base verbale e che sono morfologicamente derivati per mezzo di suffissi che fungono da operatori della nominalizzazione (detti anche trasposizionali). E' tuttavia risaputo che questi nominali presentano fenomeni di ambiguità semantica: tra le diverse interpretazioni che essi possono esprimere, la distinzione fra lettura Evento (d'ora in avanti E) e lettura Risultato (R) è stata esplorata con particolare attenzione nella letteratura su questo tema, poiché essa rivela interessanti corollari morfo-sintattici. I nominali E conservano, infatti, non solo il significato del verbo, ma anche alcune proprietà verbali (in particolare, una struttura di argomenti sintattici) e rappresentano pertanto un caso di categoria mista Nome-Verbo, laddove i nominali R si comportano invece come nomi assoluti, non argomentali. Pertanto, insieme al significato eventivo o trasposizionale, si esplora il significato, o più precisamente, l'insieme delle interpretazioni espresse dai nominali R. Quest'ultima classe, in particolare, rappresenta l'oggetto privilegiato di indagine di questa dissertazione; poiché le interpretazioni dei nominali R sono state ampiamente trascurate nella letteratura sulla nominalizzazione, si sottolinea come tale designazione abbia acquisito un valore sintattico, anziché semantico, e si dimostra che in questa classe vengono raggruppati elementi anche lontani dal punto di vista del contenuto semantico lessicale. La dicitura di nominale "Risultato", difatti, è stata indistintamente utilizzata per designare quei nominali che non mostrano una struttura argomentale e le altre proprietà caratterizzanti dei nominali E (si veda Grimshaw, 1990). Pertanto si propone di sostituire la designazione "Risultato" con quella di "Referenziale"; tuttavia, all'interno di questa classe eterogenea, si individua un nucleo di tratti semantici caratterizzanti e comuni ad un gruppo di nominali R, sui quali in particolare si concentra l'analisi teorica e la relativa modelizzazione formale. La ricerca affronta il problema dell'ambiguità interpretativa delle parole complesse in una prospettiva di analisi morfologica. Per spiegare l'ambiguità interpretativa E / R si ricorre ad una analisi semantica di tipo composizionale; vale a dire, si tenta di identificare il significato dei singoli elementi che compongono il derivato, la base verbale e l'affisso, e di derivare il significato del lessema complesso attraverso una composizione degli stessi. Più precisamente, si propone una duplice rappresentazione della semantica lessicale degli affissi che sono le teste di queste forme morfologicamente complesse. Pertanto l'ambiguità lessicale « E / R » viene spiegata ad un livello di rappresentazione lessicale, mentre la disambiguazione del senso avviene chiaramente ad un livello più alto di composizione sintattico-semantica...

In this research, I survey a significant pattern of deverbal word-formation in Italian, and integrate the data analysis into a recently developed theoretical model of derivational semantics. In particular, the main goal of this study is to analyze the range of semantic interpretations and the corresponding morpho-syntactic behavior displayed by the class of deverbal nouns usually acknowledged as "action nominals". While Chapter 2 contains an overview of the relevant literature on the subject in the generative tradition, the body of the dissertation is composed of Chapters 3 to 5, where I work out a theoretical proposal aimed at accounting for the lexical meaning of a range of deverbal nominals in a framework of decompositional lexical semantics. Specifically, this research, which is placed against the theoretical background of generative morphology, rests on groundwork laid in recent years by Lieber and Baayen (1997; 1999) and Lieber (2003), and in the more elaborated version of Lieber (2004). The present chapter introduces the reader to the phenomenon of nominalization, offers an overview of the subject to be discussed and of the theoretical background, and finally sketches out the thesis outline.

Polysemy in word formation: the case of deverbal nominals

MELLONI, Chiara
2007-01-01

Abstract

In this research, I survey a significant pattern of deverbal word-formation in Italian, and integrate the data analysis into a recently developed theoretical model of derivational semantics. In particular, the main goal of this study is to analyze the range of semantic interpretations and the corresponding morpho-syntactic behavior displayed by the class of deverbal nouns usually acknowledged as "action nominals". While Chapter 2 contains an overview of the relevant literature on the subject in the generative tradition, the body of the dissertation is composed of Chapters 3 to 5, where I work out a theoretical proposal aimed at accounting for the lexical meaning of a range of deverbal nominals in a framework of decompositional lexical semantics. Specifically, this research, which is placed against the theoretical background of generative morphology, rests on groundwork laid in recent years by Lieber and Baayen (1997; 1999) and Lieber (2003), and in the more elaborated version of Lieber (2004). The present chapter introduces the reader to the phenomenon of nominalization, offers an overview of the subject to be discussed and of the theoretical background, and finally sketches out the thesis outline.
2007
polysemy; word formation; deverbal nominals
In questa tesi si analizza il significato lessicale delle nominalizzazioni deverbali tradizionalmente definite come nomi d'azione, vale a dire, quei nominali deverbali che conservano pressoché inalterato il significato della base verbale e che sono morfologicamente derivati per mezzo di suffissi che fungono da operatori della nominalizzazione (detti anche trasposizionali). E' tuttavia risaputo che questi nominali presentano fenomeni di ambiguità semantica: tra le diverse interpretazioni che essi possono esprimere, la distinzione fra lettura Evento (d'ora in avanti E) e lettura Risultato (R) è stata esplorata con particolare attenzione nella letteratura su questo tema, poiché essa rivela interessanti corollari morfo-sintattici. I nominali E conservano, infatti, non solo il significato del verbo, ma anche alcune proprietà verbali (in particolare, una struttura di argomenti sintattici) e rappresentano pertanto un caso di categoria mista Nome-Verbo, laddove i nominali R si comportano invece come nomi assoluti, non argomentali. Pertanto, insieme al significato eventivo o trasposizionale, si esplora il significato, o più precisamente, l'insieme delle interpretazioni espresse dai nominali R. Quest'ultima classe, in particolare, rappresenta l'oggetto privilegiato di indagine di questa dissertazione; poiché le interpretazioni dei nominali R sono state ampiamente trascurate nella letteratura sulla nominalizzazione, si sottolinea come tale designazione abbia acquisito un valore sintattico, anziché semantico, e si dimostra che in questa classe vengono raggruppati elementi anche lontani dal punto di vista del contenuto semantico lessicale. La dicitura di nominale "Risultato", difatti, è stata indistintamente utilizzata per designare quei nominali che non mostrano una struttura argomentale e le altre proprietà caratterizzanti dei nominali E (si veda Grimshaw, 1990). Pertanto si propone di sostituire la designazione "Risultato" con quella di "Referenziale"; tuttavia, all'interno di questa classe eterogenea, si individua un nucleo di tratti semantici caratterizzanti e comuni ad un gruppo di nominali R, sui quali in particolare si concentra l'analisi teorica e la relativa modelizzazione formale. La ricerca affronta il problema dell'ambiguità interpretativa delle parole complesse in una prospettiva di analisi morfologica. Per spiegare l'ambiguità interpretativa E / R si ricorre ad una analisi semantica di tipo composizionale; vale a dire, si tenta di identificare il significato dei singoli elementi che compongono il derivato, la base verbale e l'affisso, e di derivare il significato del lessema complesso attraverso una composizione degli stessi. Più precisamente, si propone una duplice rappresentazione della semantica lessicale degli affissi che sono le teste di queste forme morfologicamente complesse. Pertanto l'ambiguità lessicale « E / R » viene spiegata ad un livello di rappresentazione lessicale, mentre la disambiguazione del senso avviene chiaramente ad un livello più alto di composizione sintattico-semantica...
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Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/337830
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