Vi sono parole che circolano nella società contemporanea, apparentemente lemmi isolati, ma in realtà trama ed ordito di un nuovo discorso sulla modernità, che riallaccia e connette in forme nuove le relazioni tra individuo e individuo, tra individuo e società, tra istituzioni e società. Affiorano nuove utopie che a partire da una critica degli effetti voluti e non voluti della modernità, consentono di delineare tendenze e derive di una società – la nostra – che una volta esaurito tutto il suo potenziale innovativo e generativo di nuove forme sociali, è alla ricerca affannosa di soluzioni per problemi ai quali è sempre più difficile riuscire a dare una risposta, rimanendo all’interno del pensiero e della logica dominanti. Nel tentativo di enucleare gli elementi costitutivi del nuovo discorso sulla modernità, la logica della contrapposizione comparativa tra lemmi-concetti consente, pur nella sua forzata semplificazione, di evidenziare luci ed ombre di un modello di sviluppo – il nostro, quello occidentale - che attualmente sembra abbia imboccato una tendenza involutiva, come l’aumento di guerre, violenze (anche quelle private e domestiche) e povertà sembra confermare. In tale sforzo di chiarimento teso a mettere in evidenza connessioni e legami a volte latenti, il concetto di relazione di cura costituisce quel filo conduttore che – come si vedrà - consente di mettere in evidenza ciò che nel nostro modello di sviluppo è stato lentamente e progressivamente compresso, espunto, messo in latenza , dimenticato, e ciò che embrionalmente di nuovo sta emergendo. Cura vs prestazione, Etica della cura vs utilitarismo, Riconoscimento vs individualizzazione, Dono vs denaro, Capitale sociale vs individualismo privatistico, Emozioni vs competenze cognitive; conoscenza di senso comune vs conoscenza tecnico-scientifica costituiscono i concetti analizzati e messi in contrapposizione come esemplificativi di dinamiche sociali in atto

Frammenti di modernità riflessiva

DI NICOLA, Paola
2009-01-01

Abstract

Vi sono parole che circolano nella società contemporanea, apparentemente lemmi isolati, ma in realtà trama ed ordito di un nuovo discorso sulla modernità, che riallaccia e connette in forme nuove le relazioni tra individuo e individuo, tra individuo e società, tra istituzioni e società. Affiorano nuove utopie che a partire da una critica degli effetti voluti e non voluti della modernità, consentono di delineare tendenze e derive di una società – la nostra – che una volta esaurito tutto il suo potenziale innovativo e generativo di nuove forme sociali, è alla ricerca affannosa di soluzioni per problemi ai quali è sempre più difficile riuscire a dare una risposta, rimanendo all’interno del pensiero e della logica dominanti. Nel tentativo di enucleare gli elementi costitutivi del nuovo discorso sulla modernità, la logica della contrapposizione comparativa tra lemmi-concetti consente, pur nella sua forzata semplificazione, di evidenziare luci ed ombre di un modello di sviluppo – il nostro, quello occidentale - che attualmente sembra abbia imboccato una tendenza involutiva, come l’aumento di guerre, violenze (anche quelle private e domestiche) e povertà sembra confermare. In tale sforzo di chiarimento teso a mettere in evidenza connessioni e legami a volte latenti, il concetto di relazione di cura costituisce quel filo conduttore che – come si vedrà - consente di mettere in evidenza ciò che nel nostro modello di sviluppo è stato lentamente e progressivamente compresso, espunto, messo in latenza , dimenticato, e ciò che embrionalmente di nuovo sta emergendo. Cura vs prestazione, Etica della cura vs utilitarismo, Riconoscimento vs individualizzazione, Dono vs denaro, Capitale sociale vs individualismo privatistico, Emozioni vs competenze cognitive; conoscenza di senso comune vs conoscenza tecnico-scientifica costituiscono i concetti analizzati e messi in contrapposizione come esemplificativi di dinamiche sociali in atto
Paradigma di rete; capitale sociale; riconoscimento
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