Il lavoro intende dimostrare il diffuso interesse presente nei ceti dirigenti veneti per le nuove forme di credito per l’agricoltura che stavano trovando attuazione in vari paesi d’Europa, attraverso l’analisi del progetto per la costituzione di una “Banca privilegiata lombardo-veneta pel credito ipotecario”. L’indagine muove dal voluminoso carteggio conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia, relativo alla proposta, ai lavori della Commissione governativa appositamente istituita per esaminarlo ed al testo da essa emendato e sottoposto all’approvazione della Luogotenenza veneta, il massimo organismo amministrativo della regione. L’iter burocratico veneziano si dispiega tra il 1856, anno in cui la proposta viene presentata e il 1859, quando viene sottoposto al giudizio finale del Consiglio di Luogotenenza, che lo approva apportando limitazioni al progetto, la cui portata era già stata ridimensionata dalla Commissione. Lo statuto così revisionato probabilmente doveva prendere la via di Vienna, per ottenere dagli organi centrali una definitiva approvazione, che non avverrà mai. L’esame dei dibattiti e le diverse posizioni dei componenti la Commissione governativa composta da alcuni esponenti politici della Congregazione centrale veneta e in misura prevalente da funzionari delle principali magistrature venete, consente di cogliere interessanti elementi delle diverse posizioni ideologiche, che si agitavano nella società ottocentesca in materia di credito, ma anche su temi di più ampio respiro.

Un progetto abortito di banca ipotecaria nel Veneto austriaco.

FERRARI, Maria Luisa
2002

Abstract

Il lavoro intende dimostrare il diffuso interesse presente nei ceti dirigenti veneti per le nuove forme di credito per l’agricoltura che stavano trovando attuazione in vari paesi d’Europa, attraverso l’analisi del progetto per la costituzione di una “Banca privilegiata lombardo-veneta pel credito ipotecario”. L’indagine muove dal voluminoso carteggio conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia, relativo alla proposta, ai lavori della Commissione governativa appositamente istituita per esaminarlo ed al testo da essa emendato e sottoposto all’approvazione della Luogotenenza veneta, il massimo organismo amministrativo della regione. L’iter burocratico veneziano si dispiega tra il 1856, anno in cui la proposta viene presentata e il 1859, quando viene sottoposto al giudizio finale del Consiglio di Luogotenenza, che lo approva apportando limitazioni al progetto, la cui portata era già stata ridimensionata dalla Commissione. Lo statuto così revisionato probabilmente doveva prendere la via di Vienna, per ottenere dagli organi centrali una definitiva approvazione, che non avverrà mai. L’esame dei dibattiti e le diverse posizioni dei componenti la Commissione governativa composta da alcuni esponenti politici della Congregazione centrale veneta e in misura prevalente da funzionari delle principali magistrature venete, consente di cogliere interessanti elementi delle diverse posizioni ideologiche, che si agitavano nella società ottocentesca in materia di credito, ma anche su temi di più ampio respiro.
Storia del credito; agricoltura; Lombardo-Veneto; ceti dirigenti
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