La recensione evidenzia la peculiarità del volume: una imponente narrazione corale, attraverso la quale la scuola italiana otto-novecentesca si racconta, grazie a molteplici scritti biografici e autobiografici di insegnanti, attingendo ad altre fonti letterarie e burocratiche (come gli annuari scolastici) e a riviste, senza trascurare un cenno alle voci infantili e un affondo tra i libri e le antologie scolastiche (un «metatesto continuato»). Mettendo in dialogo una ricca messe documentaria, l’a. traccia svariati percorsi (formativi e geografici) di rettori, presidi, ministri, professori liceali e universitari, maestre, facendo uscire – meritoriamente – quelle soggettività dall’anonimato. È dunque un affascinante viaggio nell’Italia unita (ma con un importante preambolo preunitario), che alimenta una inedita storia della formazione e dell’istituzione scolastica, gravitante attorno alle vite e alle speranze (di vedere pubblicato un libro; di arrivare a insegnare in una sede più vicina a casa, più prestigiosa o all’università) di chi le diede anima e corpo. La scuola del titolo, inoltre, è non solo “istituzione” ma pure “genealogia accademica”, popolata di maestri e allievi, eredi e continuatori.
Mario Isnenghi, Autobiografia della scuola. Da De Sanctis a don Mi lani, il Mulino, Bologna 2025, pp. 368.
Daria Gabusi
2026-01-01
Abstract
La recensione evidenzia la peculiarità del volume: una imponente narrazione corale, attraverso la quale la scuola italiana otto-novecentesca si racconta, grazie a molteplici scritti biografici e autobiografici di insegnanti, attingendo ad altre fonti letterarie e burocratiche (come gli annuari scolastici) e a riviste, senza trascurare un cenno alle voci infantili e un affondo tra i libri e le antologie scolastiche (un «metatesto continuato»). Mettendo in dialogo una ricca messe documentaria, l’a. traccia svariati percorsi (formativi e geografici) di rettori, presidi, ministri, professori liceali e universitari, maestre, facendo uscire – meritoriamente – quelle soggettività dall’anonimato. È dunque un affascinante viaggio nell’Italia unita (ma con un importante preambolo preunitario), che alimenta una inedita storia della formazione e dell’istituzione scolastica, gravitante attorno alle vite e alle speranze (di vedere pubblicato un libro; di arrivare a insegnare in una sede più vicina a casa, più prestigiosa o all’università) di chi le diede anima e corpo. La scuola del titolo, inoltre, è non solo “istituzione” ma pure “genealogia accademica”, popolata di maestri e allievi, eredi e continuatori.| File | Dimensione | Formato | |
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