Il Dlgs 62/2024 ha trasformato il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato da buona pratica auspicata a istituto giuridico regolato. La novità non è solo procedurale: riguarda il modo in cui i servizi pensano, progettano e accompagnano i percorsi di vita delle persone con disabilità. Nella fase di sperimentazione del decreto, però, emerge un rischio evidente: concentrarsi su procedure, modulistica, Unità di Valutazione Multidimensionale (Uvm), dando per acquisito il significato del progetto di vita. È proprio questo passaggio, se dato per scontato, a poter compromettere la portata innovativa della riforma. L'articolo analizza questo rischio, proponendo possibili azioni correttive e di miglioramento per gli operatori chiamati alla redazione del Progetto di Vita.
Il progetto di vita nei servizi, tra senso e metodo
Pasqualotto L.;Lascioli A.
2026-01-01
Abstract
Il Dlgs 62/2024 ha trasformato il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato da buona pratica auspicata a istituto giuridico regolato. La novità non è solo procedurale: riguarda il modo in cui i servizi pensano, progettano e accompagnano i percorsi di vita delle persone con disabilità. Nella fase di sperimentazione del decreto, però, emerge un rischio evidente: concentrarsi su procedure, modulistica, Unità di Valutazione Multidimensionale (Uvm), dando per acquisito il significato del progetto di vita. È proprio questo passaggio, se dato per scontato, a poter compromettere la portata innovativa della riforma. L'articolo analizza questo rischio, proponendo possibili azioni correttive e di miglioramento per gli operatori chiamati alla redazione del Progetto di Vita.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



