Il contributo propone una lettura del tirocinio universitario come spazio ecologico di costruzione della professionalità educativa attraverso pratiche incarnate di negoziazione tra sistemi di attività differenti. Muovendo dalla Teoria dell’Attività (Engeström) e dal paradigma dell’Embodied Education, il paper mette in discussione la rappresentazione del tirocinio come dispositivo di mediazione lineare tra teoria e pratica, interpretandolo invece come zona di tensione e corrispondenze tra università, servizi e territori, attraversata da linguaggi, norme e aspettative talvolta incoerenti. La riflessione nasce da una ricerca qualitativa condotta presso il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione dell’Università di Verona a partire dal 2022, che coinvolge studenti, tutor aziendali e docenti attraverso focus group, pratiche etnografiche, questionari e Change Laboratory, privilegiando la Student Voice come posizionamento epistemologico. L’analisi mostra come la professionalità educativa emerga dalla capacità di abitare ecologicamente discontinuità, soglie e contraddizioni tra sistemi formativi e comunità. In questa prospettiva, il nomadismo pedagogico nomina un insieme di pratiche incarnate di attraversamento, traduzione e negoziazione tra codici, appartenenze e logiche formative eterogenee. Il tirocinio non funziona quindi come spazio di applicazione di saperi già acquisiti, ma come ecologia trasformativa in cui gli/le studenti costruiscono la propria soggettività professionale imparando a sostenere, vivere e rielaborare politicamente le tensioni che attraversano il lavoro educativo contemporaneo.
Nomadismo pedagogico e apprendimento incarnato: costruire la professionalità educativa nel tirocinio universitario
maria livia alga
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone una lettura del tirocinio universitario come spazio ecologico di costruzione della professionalità educativa attraverso pratiche incarnate di negoziazione tra sistemi di attività differenti. Muovendo dalla Teoria dell’Attività (Engeström) e dal paradigma dell’Embodied Education, il paper mette in discussione la rappresentazione del tirocinio come dispositivo di mediazione lineare tra teoria e pratica, interpretandolo invece come zona di tensione e corrispondenze tra università, servizi e territori, attraversata da linguaggi, norme e aspettative talvolta incoerenti. La riflessione nasce da una ricerca qualitativa condotta presso il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione dell’Università di Verona a partire dal 2022, che coinvolge studenti, tutor aziendali e docenti attraverso focus group, pratiche etnografiche, questionari e Change Laboratory, privilegiando la Student Voice come posizionamento epistemologico. L’analisi mostra come la professionalità educativa emerga dalla capacità di abitare ecologicamente discontinuità, soglie e contraddizioni tra sistemi formativi e comunità. In questa prospettiva, il nomadismo pedagogico nomina un insieme di pratiche incarnate di attraversamento, traduzione e negoziazione tra codici, appartenenze e logiche formative eterogenee. Il tirocinio non funziona quindi come spazio di applicazione di saperi già acquisiti, ma come ecologia trasformativa in cui gli/le studenti costruiscono la propria soggettività professionale imparando a sostenere, vivere e rielaborare politicamente le tensioni che attraversano il lavoro educativo contemporaneo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



