Il cambiamento climatico incide in maniera significativa sugli stock di carbonio organico del suolo (SOC) nonché sulla biodiversità microbica di diversi agroecosistemi, compresi i vigneti. Data l’ampia diffusione della coltivazione della vite, il settore vitivinicolo è chiamato a conciliare la competitività economica ed agronomica con la tutela ambientale. Per tale ragione, il progetto SUSTAIN ha come obiettivo principale determinare il potenziale dei vigneti nell’accumulare SOC nel contesto attuale del cambiamento climatico. Lo studio è stato condotto in tre vigneti del Veneto (Negrar di Valpolicella, NG; Albaredo d’Adige, AD; Lonigo, LO) caratterizzati da differenti condizioni pedologiche, climatiche e varietali (Corvina, Glera, Garganega rispettivamente). In ogni sito è stato adottato un disegno sperimentale a blocchi randomizzati (3 blocchi con 8 parcelle ciascuno) per valutare l’effetto e la relativa interazione di due fattori. Il primo riguarda la gestione del suolo nel sottofila, con il confronto tra suolo nudo (B), applicazione di digestato solido (D) ed inerbimento (G) rispetto ad un controllo senza vite. Parallelamente, l’installazione di open-top chambers ha permesso di simulare un incremento di temperatura di circa 2 °C (scenario SSP2-4.5), confrontando quindi l’effetto del riscaldamento (W) rispetto alla temperatura ambientale (E). I suoli campionati a 6 (t6), 12 (t12) e 18 (t18) mesi dall’installazione delle OTC, e a tre profondità (0-15, 15-30 e 30-45 cm), sono stati caratterizzati dal punto di vista fisico, chimico e microbiologico. Da ciascun campione sono state isolate la sostanza organica associata ai minerali e quella particolata (MAOM e POM, rispettivamente) e caratterizzate mediante analisi elementare e termica. Inoltre, per ogni topsoil (0-15 cm) sono stati eseguiti saggi enzimatici (ureasi, fosfatasi ed FDAH) ed estratto il DNA per l’analisi metagenomica. I risultati preliminari indicano l’assenza di differenze significative del SOC a seguito di riscaldamento nel breve periodo (t6). Al netto delle OTC, il vigneto AD presenta un leggero incremento del SOC in tutti i trattamenti rispetto ai controlli, mentre nei vigneti NG e LO, l’incremento avviene solo nei plots G. In particolare, nel vigneto NG al tempo t6, i plot WG e EG presentano un incremento della concentrazione del SOC rispettivamente del ca. 50 e 20% rispetto ai rispettivi controlli (WC ed EC). La POM svolge un ruolo più rilevante nell'accumulo di SOC soprattutto dei plot G ma, indipendentemente dal vigneto e dalla gestione del suolo, risulta essere la più labile, come dimostrato dall'analisi termica. Al contrario, la MAOM rappresenta il principale stock di SOC (ca. 75%), la cui stabilità aumenta con la profondità. Le analisi microbiologiche hanno evidenziato differenze significative nelle comunità batteriche tra i diversi vigneti sperimentali, mentre non sono emerse variazioni di rilievo in risposta ai trattamenti di gestione del suolo o alla manipolazione climatica nel breve periodo. Parallelamente, l’analisi del ciclo di vita (LCA - ISO 14040), integrando i dati sperimentali con gli inventari aziendali, ha consentito di stimare l'impronta di carbonio (carbon footprint) associata alle diverse gestioni. In definitiva, il presente studio individuerà strategie di gestione del suolo capaci di potenziare il sequestro di carbonio nel lungo periodo, riducendo l'impatto ambientale complessivo della viticoltura.

Effetti della diversa gestione del suolo e del cambiamento climatico sulle dinamiche degli stock di carbonio organico nei vigneti

Galluzzi G.;Capri C.;Andreolli M.;Lampis S.;Zaccone C.
2026-01-01

Abstract

Il cambiamento climatico incide in maniera significativa sugli stock di carbonio organico del suolo (SOC) nonché sulla biodiversità microbica di diversi agroecosistemi, compresi i vigneti. Data l’ampia diffusione della coltivazione della vite, il settore vitivinicolo è chiamato a conciliare la competitività economica ed agronomica con la tutela ambientale. Per tale ragione, il progetto SUSTAIN ha come obiettivo principale determinare il potenziale dei vigneti nell’accumulare SOC nel contesto attuale del cambiamento climatico. Lo studio è stato condotto in tre vigneti del Veneto (Negrar di Valpolicella, NG; Albaredo d’Adige, AD; Lonigo, LO) caratterizzati da differenti condizioni pedologiche, climatiche e varietali (Corvina, Glera, Garganega rispettivamente). In ogni sito è stato adottato un disegno sperimentale a blocchi randomizzati (3 blocchi con 8 parcelle ciascuno) per valutare l’effetto e la relativa interazione di due fattori. Il primo riguarda la gestione del suolo nel sottofila, con il confronto tra suolo nudo (B), applicazione di digestato solido (D) ed inerbimento (G) rispetto ad un controllo senza vite. Parallelamente, l’installazione di open-top chambers ha permesso di simulare un incremento di temperatura di circa 2 °C (scenario SSP2-4.5), confrontando quindi l’effetto del riscaldamento (W) rispetto alla temperatura ambientale (E). I suoli campionati a 6 (t6), 12 (t12) e 18 (t18) mesi dall’installazione delle OTC, e a tre profondità (0-15, 15-30 e 30-45 cm), sono stati caratterizzati dal punto di vista fisico, chimico e microbiologico. Da ciascun campione sono state isolate la sostanza organica associata ai minerali e quella particolata (MAOM e POM, rispettivamente) e caratterizzate mediante analisi elementare e termica. Inoltre, per ogni topsoil (0-15 cm) sono stati eseguiti saggi enzimatici (ureasi, fosfatasi ed FDAH) ed estratto il DNA per l’analisi metagenomica. I risultati preliminari indicano l’assenza di differenze significative del SOC a seguito di riscaldamento nel breve periodo (t6). Al netto delle OTC, il vigneto AD presenta un leggero incremento del SOC in tutti i trattamenti rispetto ai controlli, mentre nei vigneti NG e LO, l’incremento avviene solo nei plots G. In particolare, nel vigneto NG al tempo t6, i plot WG e EG presentano un incremento della concentrazione del SOC rispettivamente del ca. 50 e 20% rispetto ai rispettivi controlli (WC ed EC). La POM svolge un ruolo più rilevante nell'accumulo di SOC soprattutto dei plot G ma, indipendentemente dal vigneto e dalla gestione del suolo, risulta essere la più labile, come dimostrato dall'analisi termica. Al contrario, la MAOM rappresenta il principale stock di SOC (ca. 75%), la cui stabilità aumenta con la profondità. Le analisi microbiologiche hanno evidenziato differenze significative nelle comunità batteriche tra i diversi vigneti sperimentali, mentre non sono emerse variazioni di rilievo in risposta ai trattamenti di gestione del suolo o alla manipolazione climatica nel breve periodo. Parallelamente, l’analisi del ciclo di vita (LCA - ISO 14040), integrando i dati sperimentali con gli inventari aziendali, ha consentito di stimare l'impronta di carbonio (carbon footprint) associata alle diverse gestioni. In definitiva, il presente studio individuerà strategie di gestione del suolo capaci di potenziare il sequestro di carbonio nel lungo periodo, riducendo l'impatto ambientale complessivo della viticoltura.
2026
sostanza organica del suolo, MAOM, POM, warming, LCA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1202991
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