La crescente variabilità climatica sta modificando profondamente le condizioni di disponibilità idrica nei vigneti, con effetti sulla fisiologia della vite e sulla qualità delle produzioni enologiche. In questo contesto, lo sviluppo di strumenti operativi per la gestione razionale dell'irrigazione rappresenta una priorità sia per le aziende vitivinicole, sia per i soggetti preposti alla pianificazione e alla gestione della risorsa idrica. Le attività presentate in questo contributo nascono da una sinergia che coinvolge aziende agricole, consorzi di bonifica, università e operatori della filiera enologica, con l'obiettivo di produrre soluzioni basate su dati reali, trasferibili e scalabili, capaci di rafforzare la competitività e la resilienza del comparto vitivinicolo nel lungo termine. Presso le aziende coinvolte sono state installate stazioni meteorologiche e sonde di umidità del suolo per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni climatiche e idriche. Contemporaneamente, sono state svolte campagne di rilievo per la descrizione dei profili di suolo (fino a 1 m di profondità) e condotti campionamenti a diverse profondità coincidenti con la profondità di rilievo della sonda (i.e., ogni 10 cm, fino a 60 cm). I campioni prelevati sono stati successivamente analizzati per determinare densità, tessitura, umidità, contenuto di carbonio organico e azoto totale, pH e conducibilità elettrica. Campioni indisturbati sono stati inoltre prelevati per determinare la curva di ritenzione idrica e i parametri di disponibilità idrica della pianta. Ciascun vigneto è stato suddiviso in due parcelle sperimentali: una gestita secondo le pratiche irrigue tradizionali e una irrigata automaticamente sulla base di indicazioni derivate da un modello previsionale dei fabbisogni, tarato sui dati analitici ottenuti in laboratorio, che opera in modalità nowcast (sulla base dei sensori di campo e degli ultimi dati meteorologici acquisiti in tempo reale) e in modalità previsionale a 3-10-45 giorni. Al termine della stagione vegetativa, le uve provenienti dalle due parcelle saranno sottoposte a microvinificazione sperimentale, per valutare comparativamente l'effetto delle diverse strategie irrigue sulla qualità del vino ottenuto. I risultati mirano a dimostrare come una gestione irrigua basata su un’approfondita conoscenza delle relazioni tra suolo e pianta, guidata da rilievi in campo, dati di laboratorio e modelli previsionali, possa consentire un’ottimizzazione dei consumi idrici, garantendo produzioni enologiche di qualità.
Dal profilo del suolo al calice: gestione irrigua data-driven per una viticoltura sostenibile
Dal Cero S.;Zaccone C.
2026-01-01
Abstract
La crescente variabilità climatica sta modificando profondamente le condizioni di disponibilità idrica nei vigneti, con effetti sulla fisiologia della vite e sulla qualità delle produzioni enologiche. In questo contesto, lo sviluppo di strumenti operativi per la gestione razionale dell'irrigazione rappresenta una priorità sia per le aziende vitivinicole, sia per i soggetti preposti alla pianificazione e alla gestione della risorsa idrica. Le attività presentate in questo contributo nascono da una sinergia che coinvolge aziende agricole, consorzi di bonifica, università e operatori della filiera enologica, con l'obiettivo di produrre soluzioni basate su dati reali, trasferibili e scalabili, capaci di rafforzare la competitività e la resilienza del comparto vitivinicolo nel lungo termine. Presso le aziende coinvolte sono state installate stazioni meteorologiche e sonde di umidità del suolo per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni climatiche e idriche. Contemporaneamente, sono state svolte campagne di rilievo per la descrizione dei profili di suolo (fino a 1 m di profondità) e condotti campionamenti a diverse profondità coincidenti con la profondità di rilievo della sonda (i.e., ogni 10 cm, fino a 60 cm). I campioni prelevati sono stati successivamente analizzati per determinare densità, tessitura, umidità, contenuto di carbonio organico e azoto totale, pH e conducibilità elettrica. Campioni indisturbati sono stati inoltre prelevati per determinare la curva di ritenzione idrica e i parametri di disponibilità idrica della pianta. Ciascun vigneto è stato suddiviso in due parcelle sperimentali: una gestita secondo le pratiche irrigue tradizionali e una irrigata automaticamente sulla base di indicazioni derivate da un modello previsionale dei fabbisogni, tarato sui dati analitici ottenuti in laboratorio, che opera in modalità nowcast (sulla base dei sensori di campo e degli ultimi dati meteorologici acquisiti in tempo reale) e in modalità previsionale a 3-10-45 giorni. Al termine della stagione vegetativa, le uve provenienti dalle due parcelle saranno sottoposte a microvinificazione sperimentale, per valutare comparativamente l'effetto delle diverse strategie irrigue sulla qualità del vino ottenuto. I risultati mirano a dimostrare come una gestione irrigua basata su un’approfondita conoscenza delle relazioni tra suolo e pianta, guidata da rilievi in campo, dati di laboratorio e modelli previsionali, possa consentire un’ottimizzazione dei consumi idrici, garantendo produzioni enologiche di qualità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



