Le sanzioni (tutte) hanno un impatto “discriminatorio” sulle donne (così come, in generale, su tutti i gruppi vulnerabili) e tale effetto non è un effetto non voluto (“side-effect”) di regimi disegnati e implementati avendo ben presente la dimensione di genere, quanto piuttosto la conseguenza naturale di un approccio “cieco” rispetto alle donne: siano esse destinatarie indirette, in quanto appartenenti alla popolazione colpita da un regime generale di sanzioni, destinatarie dirette in quanto “listed” di sanzioni “targeted”, o addirittura le beneficiarie previste delle sanzioni. Sebbene le sanzioni siano state concepite per promuovere il rispetto dei diritti umani, esse tendono a incidere negativamente sulla vita quotidiana delle popolazioni, con effetti devastanti sulle donne in particolare. Le sanzioni — soprattutto quando imposte unilateralmente — producono conseguenze umanitarie significative e specifiche per genere. Le donne affrontano rischi accresciuti in ambito economico, sanitario e sociale. Le disuguaglianze di genere, già radicate prima dell'imposizione delle sanzioni, risultano amplificate, portando a un incremento dell'isolamento finanziario, alla perdita di accesso ai servizi pubblici e alla marginalizzazione nel mercato del lavoro. Indagarne le ragioni e ricercarne i possibili rimedi appare rilevante rispetto a tutti i regimi di sanzioni, siano essi multilaterali o unilaterali, di tipo generale oppure “targeted”, ivi comprese naturalmente le sanzioni mirate che hanno come destinatarie donne. L’indagine appare addirittura necessaria rispetto a quei regimi che sono istituiti proprio per reagire e porre fine a violazioni dei diritti umani nei confronti delle donne.
Donne e Sanzioni
ciampi a
2025-01-01
Abstract
Le sanzioni (tutte) hanno un impatto “discriminatorio” sulle donne (così come, in generale, su tutti i gruppi vulnerabili) e tale effetto non è un effetto non voluto (“side-effect”) di regimi disegnati e implementati avendo ben presente la dimensione di genere, quanto piuttosto la conseguenza naturale di un approccio “cieco” rispetto alle donne: siano esse destinatarie indirette, in quanto appartenenti alla popolazione colpita da un regime generale di sanzioni, destinatarie dirette in quanto “listed” di sanzioni “targeted”, o addirittura le beneficiarie previste delle sanzioni. Sebbene le sanzioni siano state concepite per promuovere il rispetto dei diritti umani, esse tendono a incidere negativamente sulla vita quotidiana delle popolazioni, con effetti devastanti sulle donne in particolare. Le sanzioni — soprattutto quando imposte unilateralmente — producono conseguenze umanitarie significative e specifiche per genere. Le donne affrontano rischi accresciuti in ambito economico, sanitario e sociale. Le disuguaglianze di genere, già radicate prima dell'imposizione delle sanzioni, risultano amplificate, portando a un incremento dell'isolamento finanziario, alla perdita di accesso ai servizi pubblici e alla marginalizzazione nel mercato del lavoro. Indagarne le ragioni e ricercarne i possibili rimedi appare rilevante rispetto a tutti i regimi di sanzioni, siano essi multilaterali o unilaterali, di tipo generale oppure “targeted”, ivi comprese naturalmente le sanzioni mirate che hanno come destinatarie donne. L’indagine appare addirittura necessaria rispetto a quei regimi che sono istituiti proprio per reagire e porre fine a violazioni dei diritti umani nei confronti delle donne.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



