Il presente volume ritraccia la «haine de la Révolution française» quale veicolata negli ultimi decenni in un panorama mediatico variegato e riconducibile a posizioni ideologiche bipartisan. Come rileva N. Alzas, se in un primo tempo la doxa anti-rivoluzionaria caratterizzava soprattutto gli ambienti di estrema destra fortemente reazionari del secondo dopoguerra, negli ultimi decenni molteplici trasmissioni televisive, film, videogiochi, dichiarazioni pubbliche, stampa, e altri eventi sociali sembrano diffondere una serie di errori storici, manipolazioni e anacronismi che suggeriscono un parallelismo tra gli orrori della seconda guerra mondiale e la Rivoluzione veicolando così una condanna morale e politica dell’evento fondatore della modernità francese e dei valori da essa conquistati, imposti e trasmessi. L’A. si propone di riflettere in modo più ampio sulle succitate manipolazioni come funzionali a discreditare un periodo, quello rivoluzionario – sia esso indistintamente quello dell’anno 1789 o 1793 –, via l’assimilazione a immagini, locuzioni, espressioni rimandanti a un periodo nazista comunicato grazie a una rappresentazione mediatica semplificatrice e spesso antistorica il cui discorso mainstream diffonde clichés basati su inesattezze e anacronismi ormai diventati impossibili da confutare la cui influenza sull’immaginario collettivo non è tuttavia scevra di pericoli per la concezione democratica, il mantenimento di diritti e ideali egalitari, il concetto stesso di Repubblica.
Nathalie Alzas, Marianne aux Enfers. La haine de la Révolution française, Paris, Éditions critiques, 2024
Perazzolo paola
2026-01-01
Abstract
Il presente volume ritraccia la «haine de la Révolution française» quale veicolata negli ultimi decenni in un panorama mediatico variegato e riconducibile a posizioni ideologiche bipartisan. Come rileva N. Alzas, se in un primo tempo la doxa anti-rivoluzionaria caratterizzava soprattutto gli ambienti di estrema destra fortemente reazionari del secondo dopoguerra, negli ultimi decenni molteplici trasmissioni televisive, film, videogiochi, dichiarazioni pubbliche, stampa, e altri eventi sociali sembrano diffondere una serie di errori storici, manipolazioni e anacronismi che suggeriscono un parallelismo tra gli orrori della seconda guerra mondiale e la Rivoluzione veicolando così una condanna morale e politica dell’evento fondatore della modernità francese e dei valori da essa conquistati, imposti e trasmessi. L’A. si propone di riflettere in modo più ampio sulle succitate manipolazioni come funzionali a discreditare un periodo, quello rivoluzionario – sia esso indistintamente quello dell’anno 1789 o 1793 –, via l’assimilazione a immagini, locuzioni, espressioni rimandanti a un periodo nazista comunicato grazie a una rappresentazione mediatica semplificatrice e spesso antistorica il cui discorso mainstream diffonde clichés basati su inesattezze e anacronismi ormai diventati impossibili da confutare la cui influenza sull’immaginario collettivo non è tuttavia scevra di pericoli per la concezione democratica, il mantenimento di diritti e ideali egalitari, il concetto stesso di Repubblica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



