We are daily exposed to the dis-imagination machines (Crary, 2022), devices that serve the market, fueling addiction and social disintegration. We are all daily exposed to the action of what Crary (2022) calls the “machines of disimagination,” devices serving the market that fuel dependency and social disintegration. Their effects are particularly severe on the most vulnerable groups, both economically and in socio-cultural and psycho-emotional terms. Among these, this article focuses on the new generations, increasingly anxious (Haidt, 2024) and affected by experiences of loneliness, especially in low-income countries (WHO, 2025). Promoting a visual (and digital) literacy oriented toward civic imagination—one capable of generating change and proposing an alternative narrative to the market’s “public pedagogy,” which limits the space for agency—constitutes one of today’s main educational challenges. Such literacy, read through a critical pedagogical lens, brings power back to the center of analysis, including its technological forms and its connections to artificial intelligence, in order to foster educational practices of humanization and emancipation from new forms of oppression (Fant & Milani, 2024). The contribution presents one of the techniques typical of participatory visual research: cellphilming (Mitchell et al., 2017), an aesthetic, educational, and emancipatory practice that gives young people back control over their self-representation, imagination, creative process, and the sharing—through the web— of an alternative vision to the mainstream.

Tutti noi siamo quotidianamente esposti all’azione delle “macchine della disimmaginazione” (Crary, 2022), dispositivi al servizio del mercato che alimentano dipendenza e disintegrazione sociale. I loro effetti appaiono particolarmente incisivi sulle fasce più vulnerabili, in termini economici così come socio-culturali e psico-emotivi. Tra queste nel presente articolo si porterà l’attenzione sulle nuove generazioni sempre più ansiose (Haidt, 2024) e segnate da vissuti di solitudine soprattutto nei paesi a basso reddito (WHO, 2025). Promuovere un’alfabetizzazione visuale (e digitale) orientata a un’immaginazione civica, capace di generare cambiamento e di proporre una narrazione “altra” rispetto alla “pedagogia pubblica” del mercato, che limita lo spazio dell’agency, costituisce oggi una delle principali sfide educative. Tale alfabetizzazione, letta in chiave pedagogico-critica, riporta al centro dell’analisi la riflessione sul potere, anche nelle sue forme tecnologiche e connesse con la presenza dell’intelligenza artificiale, per favorire pratiche educative di umanizzazione e emancipazione da nuove forme di oppressione (Fant & Milani, 2024). Il contributo presenta una delle tecniche proprie della ricerca partecipativa visuale: il cellphilming (Mitchell et al., 2017), una pratica estetica, educativa, emancipatoria che restituisce alle/ai giovani il controllo sulla propria rappresentazione di sé, sull’immaginazione, sul processo creativo, sulla condivisione nel web di una visione alternativa al mainstream.

FOSTERING ADOLESCENTS’ CIVIC IMAGINATION: A DIGITAL VISUAL PARTICIPATORY APPROACH TO EDUCATION

Paola Dusi
;
Francesco Vittori;Maria Mori
2026-01-01

Abstract

We are daily exposed to the dis-imagination machines (Crary, 2022), devices that serve the market, fueling addiction and social disintegration. We are all daily exposed to the action of what Crary (2022) calls the “machines of disimagination,” devices serving the market that fuel dependency and social disintegration. Their effects are particularly severe on the most vulnerable groups, both economically and in socio-cultural and psycho-emotional terms. Among these, this article focuses on the new generations, increasingly anxious (Haidt, 2024) and affected by experiences of loneliness, especially in low-income countries (WHO, 2025). Promoting a visual (and digital) literacy oriented toward civic imagination—one capable of generating change and proposing an alternative narrative to the market’s “public pedagogy,” which limits the space for agency—constitutes one of today’s main educational challenges. Such literacy, read through a critical pedagogical lens, brings power back to the center of analysis, including its technological forms and its connections to artificial intelligence, in order to foster educational practices of humanization and emancipation from new forms of oppression (Fant & Milani, 2024). The contribution presents one of the techniques typical of participatory visual research: cellphilming (Mitchell et al., 2017), an aesthetic, educational, and emancipatory practice that gives young people back control over their self-representation, imagination, creative process, and the sharing—through the web— of an alternative vision to the mainstream.
2026
Visual and digital literacy, adolescents’ civic imagination, participatory approach, cellphilming
Competenze visuali e digitali, immaginazione civica degli adolescenti, approcci partecipativi, cellphilming
Tutti noi siamo quotidianamente esposti all’azione delle “macchine della disimmaginazione” (Crary, 2022), dispositivi al servizio del mercato che alimentano dipendenza e disintegrazione sociale. I loro effetti appaiono particolarmente incisivi sulle fasce più vulnerabili, in termini economici così come socio-culturali e psico-emotivi. Tra queste nel presente articolo si porterà l’attenzione sulle nuove generazioni sempre più ansiose (Haidt, 2024) e segnate da vissuti di solitudine soprattutto nei paesi a basso reddito (WHO, 2025). Promuovere un’alfabetizzazione visuale (e digitale) orientata a un’immaginazione civica, capace di generare cambiamento e di proporre una narrazione “altra” rispetto alla “pedagogia pubblica” del mercato, che limita lo spazio dell’agency, costituisce oggi una delle principali sfide educative. Tale alfabetizzazione, letta in chiave pedagogico-critica, riporta al centro dell’analisi la riflessione sul potere, anche nelle sue forme tecnologiche e connesse con la presenza dell’intelligenza artificiale, per favorire pratiche educative di umanizzazione e emancipazione da nuove forme di oppressione (Fant & Milani, 2024). Il contributo presenta una delle tecniche proprie della ricerca partecipativa visuale: il cellphilming (Mitchell et al., 2017), una pratica estetica, educativa, emancipatoria che restituisce alle/ai giovani il controllo sulla propria rappresentazione di sé, sull’immaginazione, sul processo creativo, sulla condivisione nel web di una visione alternativa al mainstream.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1197987
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