Il contributo esamina le linee evolutive della contrattazione collettiva di secondo livello in materia di regolazione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. L’analisi di accordi aziendali e territoriali stipulati tra il 2023 e il 2025 evidenzia tre ambiti prevalenti di intervento: i) la formazione, non solo come up-/re-skilling dei lavoratori, ma anche come rafforzamento delle competenze degli attori negoziali e dei rappresentanti per la sicurezza; ii) la valutazione degli effetti occupazionali dei processi di automazione; iii) l’adeguamento dei sistemi prevenzionistici. A emergere sono, inoltre, strumenti a promozione e/o supporto del coinvolgimento dei rappresentanti nella governance aziendale: diritti di informazione e consultazione, commissioni paritetiche, monitoraggi congiunti e digitalizzazione delle prerogative sindacali. Uno specifico approfondimento è dedicato, nell’indagine, agli accordi ex art. 4 Statuto dei lavoratori – sede privilegiata per la sperimentazione di modelli di governance condivisa – riguardanti nello specifico l’introduzione di sistemi di IA finalizzati a migliorare l’interazione tra lavoratore e cliente ovvero la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Le soluzioni esaminate, pur configurando un presidio negoziale rilevante rispetto all’innovazione tecnologica avanzata, presentano ancora alcune lacune: una declinazione ancora troppo generica dei contenuti informativi, la scarsa formalizzazione delle valutazioni di impatto, l’insufficiente disciplina della sorveglianza umana e la limitata attenzione ai rischi di discriminazione e profilazione. Ne risulta, per diversi aspetti, una distanza rispetto a modelli più compiuti di accountability algoritmica in chiave partecipata, come quelli delineati a livello di diritto Ue per l’ambito delle piattaforme digitali.

Governare l’IA nei luoghi di lavoro: traiettorie della contrattazione collettiva aziendale e territoriale

Marco Peruzzi
2025-01-01

Abstract

Il contributo esamina le linee evolutive della contrattazione collettiva di secondo livello in materia di regolazione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. L’analisi di accordi aziendali e territoriali stipulati tra il 2023 e il 2025 evidenzia tre ambiti prevalenti di intervento: i) la formazione, non solo come up-/re-skilling dei lavoratori, ma anche come rafforzamento delle competenze degli attori negoziali e dei rappresentanti per la sicurezza; ii) la valutazione degli effetti occupazionali dei processi di automazione; iii) l’adeguamento dei sistemi prevenzionistici. A emergere sono, inoltre, strumenti a promozione e/o supporto del coinvolgimento dei rappresentanti nella governance aziendale: diritti di informazione e consultazione, commissioni paritetiche, monitoraggi congiunti e digitalizzazione delle prerogative sindacali. Uno specifico approfondimento è dedicato, nell’indagine, agli accordi ex art. 4 Statuto dei lavoratori – sede privilegiata per la sperimentazione di modelli di governance condivisa – riguardanti nello specifico l’introduzione di sistemi di IA finalizzati a migliorare l’interazione tra lavoratore e cliente ovvero la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Le soluzioni esaminate, pur configurando un presidio negoziale rilevante rispetto all’innovazione tecnologica avanzata, presentano ancora alcune lacune: una declinazione ancora troppo generica dei contenuti informativi, la scarsa formalizzazione delle valutazioni di impatto, l’insufficiente disciplina della sorveglianza umana e la limitata attenzione ai rischi di discriminazione e profilazione. Ne risulta, per diversi aspetti, una distanza rispetto a modelli più compiuti di accountability algoritmica in chiave partecipata, come quelli delineati a livello di diritto Ue per l’ambito delle piattaforme digitali.
2025
Intelligenza artificiale
Contrattazione collettiva aziendale
Controllo a distanza
Formazione
Salute e sicurezza
Rischio sostituzione del lavoro
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