Nel periodo storico immediatamente precedente l’avvento dell’anatomia moderna con Andrea Vesalio (1514-1564), tre ana-tomisti veronesi di cui tratta questo articolo si distinsero per il con-tributo apportato alla scienza anatomica: Gabriele Zerbi (1445-1505)sostenne l’importanza del “metodo manuale” nella disse-zione dei cadaveri; Alessandro Benedetti (1450ca-1512) sottolineò la necessità di uno spazio specifico per le dimostrazioni anatomiche (il “teatro anatomico”); Marco Antonio Dalla Torre (1481ca-1511) si concentrò sull’integrazione di un apparato iconografico perti-nente nei testi anatomici. Nel Rinascimento, quando i medici erano anche portatori di cultura umanistica, questi anatomisti incarnarono la figura tipica dello scienziato capace di abbracciare una prospet-tiva multidisciplinare sulla natura e sullo studio, esemplificando il legame stretto tra medicina e filosofia, un collegamento ardente-mente sostenuto dal medico e storico della medicina italiano Giu-seppe Cervetto (1807-1865), anch’egli veronese. È da Cervetto, e in particolare da un’opera specifica da lui dedicata a Zerbi, Bene-detti e Dalla Torre, che nasce l’ispirazione per questo contributo, volto a ricostruire le loro biografie e l’eredità intellettuale che ci hanno lasciato.

Anatomisti del XV-XVI secolo a Verona. L’eredità medica e umanistica di Gabriele Zerbi, Alessandro Benedetti e Marco Antonio Dalla Torre

Sara Patuzzo Manzati;Nicoli Aldini
2025-01-01

Abstract

Nel periodo storico immediatamente precedente l’avvento dell’anatomia moderna con Andrea Vesalio (1514-1564), tre ana-tomisti veronesi di cui tratta questo articolo si distinsero per il con-tributo apportato alla scienza anatomica: Gabriele Zerbi (1445-1505)sostenne l’importanza del “metodo manuale” nella disse-zione dei cadaveri; Alessandro Benedetti (1450ca-1512) sottolineò la necessità di uno spazio specifico per le dimostrazioni anatomiche (il “teatro anatomico”); Marco Antonio Dalla Torre (1481ca-1511) si concentrò sull’integrazione di un apparato iconografico perti-nente nei testi anatomici. Nel Rinascimento, quando i medici erano anche portatori di cultura umanistica, questi anatomisti incarnarono la figura tipica dello scienziato capace di abbracciare una prospet-tiva multidisciplinare sulla natura e sullo studio, esemplificando il legame stretto tra medicina e filosofia, un collegamento ardente-mente sostenuto dal medico e storico della medicina italiano Giu-seppe Cervetto (1807-1865), anch’egli veronese. È da Cervetto, e in particolare da un’opera specifica da lui dedicata a Zerbi, Bene-detti e Dalla Torre, che nasce l’ispirazione per questo contributo, volto a ricostruire le loro biografie e l’eredità intellettuale che ci hanno lasciato.
2025
Storia della medicina, Etica medica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1185667
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