Il saggio esplora il concetto di “sguardo predatorio” come forma di appropriazione visiva che trascende la contemplazione e diventa un atto di possesso simbolico o erotico. Partendo dai romanzi di Jean Genet e dall'interpretazione critica di Jean-Paul Sartre, il saggio indaga lo sguardo come luogo di tensione tra dominio ed esposizione, potere e vulnerabilità. I personaggi di Genet usano lo sguardo per sovvertire le norme sociali, trasfigurare l'abiezione in sacralità e rivendicare l'azione attraverso il desiderio e l'immaginazione. Lo sguardo diventa così una forza poetica e politica, capace di ridefinire la soggettività attraverso la trasgressione.

Lo sguardo di rapina. Estetica dell’appropriazione e potere della visione,

Solla, Gianluca
2025-01-01

Abstract

Il saggio esplora il concetto di “sguardo predatorio” come forma di appropriazione visiva che trascende la contemplazione e diventa un atto di possesso simbolico o erotico. Partendo dai romanzi di Jean Genet e dall'interpretazione critica di Jean-Paul Sartre, il saggio indaga lo sguardo come luogo di tensione tra dominio ed esposizione, potere e vulnerabilità. I personaggi di Genet usano lo sguardo per sovvertire le norme sociali, trasfigurare l'abiezione in sacralità e rivendicare l'azione attraverso il desiderio e l'immaginazione. Lo sguardo diventa così una forza poetica e politica, capace di ridefinire la soggettività attraverso la trasgressione.
2025
Sguardo; appropriazione; immaginazione; Eros
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1184234
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