The disability reform introduced by Legislative Decree No. 62/2024 marks a shift that is not only regulatory in nature, but also profoundly cultural and pedagogical. The introduction of the individualized, personalized, and participatory life project redefines the relationship between persons with disabilities, services, and the local community, while leaving open a crucial question: how to conceive the life project without reducing it to a bureaucratic procedure or a mere statement of principles. The article proposes, as an original theoretical core, the metaphor of the existential script, understood as the screenplay of a possible life and as a pedagogical device that supports thinking about the life project in its temporal, narrative, and co-constructed dimensions. In dialogue with the pedagogical literature on the life project, the paper analyzes the educational implications of the reform, the risks of an administrative reduction of the regulation, and the role of practitioners as pedagogical mediators.

La riforma della disabilità avviata dal D.Lgs. 62/2024 segna un passaggio di natura non solo normativa, ma anche eminentemente culturale e pedagogica. L'introduzione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato ridefinisce il rapporto tra la persona con disabilità, i servizi e la comunità territoriale, ma lascia aperta una questione decisiva: come concepire il progetto di vita senza ridurlo a una procedura burocratica o a una mera dichiarazione di principi. L'articolo propone come nucleo teorico originale la metafora del copione esistenziale, intesa come sceneggiatura di una vita possibile e come dispositivo pedagogico che favorisce il pensare il progetto di vita nella sua dimensione temporale, narrativa e co-costruita. In dialogo con la letteratura pedagogica sul progetto di vita, vengono analizzati le implicazioni educative della riforma, i rischi di una riduzione amministrativa della norma e il ruolo degli operatori come mediatori pedagogici.

Il progetto di vita come copione esistenziale. Pedagogia dell'autodeterminazione nella riforma della disabilità

Luciano Pasqualotto
2026-01-01

Abstract

The disability reform introduced by Legislative Decree No. 62/2024 marks a shift that is not only regulatory in nature, but also profoundly cultural and pedagogical. The introduction of the individualized, personalized, and participatory life project redefines the relationship between persons with disabilities, services, and the local community, while leaving open a crucial question: how to conceive the life project without reducing it to a bureaucratic procedure or a mere statement of principles. The article proposes, as an original theoretical core, the metaphor of the existential script, understood as the screenplay of a possible life and as a pedagogical device that supports thinking about the life project in its temporal, narrative, and co-constructed dimensions. In dialogue with the pedagogical literature on the life project, the paper analyzes the educational implications of the reform, the risks of an administrative reduction of the regulation, and the role of practitioners as pedagogical mediators.
2026
disabilità, progetto di vita
La riforma della disabilità avviata dal D.Lgs. 62/2024 segna un passaggio di natura non solo normativa, ma anche eminentemente culturale e pedagogica. L'introduzione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato ridefinisce il rapporto tra la persona con disabilità, i servizi e la comunità territoriale, ma lascia aperta una questione decisiva: come concepire il progetto di vita senza ridurlo a una procedura burocratica o a una mera dichiarazione di principi. L'articolo propone come nucleo teorico originale la metafora del copione esistenziale, intesa come sceneggiatura di una vita possibile e come dispositivo pedagogico che favorisce il pensare il progetto di vita nella sua dimensione temporale, narrativa e co-costruita. In dialogo con la letteratura pedagogica sul progetto di vita, vengono analizzati le implicazioni educative della riforma, i rischi di una riduzione amministrativa della norma e il ruolo degli operatori come mediatori pedagogici.
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