Il cambiamento climatico sta amplificando fenomeni di degrado del suolo e stress idrico, con effetti sempre più evidenti sul tessuto economico e sociale di diverse aree a livello globale, dove l’alternarsi di siccità prolungate ed eventi meteorici estremi mettono sotto pressione infrastrutture, ecosistemi e comunità. Se da un lato l’aumento della frequenza di periodi siccitosi e l’alterazione dei regimi pluviometrici producono effetti diretti sulla disponibilità idrica e sull’effettiva richiesta irrigua, dall’altro le caratteristiche intrinseche dei suoli e la progressiva perdita di sostanza organica influenzano negativamente la capacità di ritenzione idrica e la resilienza stessa dei sistemi agrari. Inoltre, un suolo degradato è ancora più vulnerabile a eventi estremi di precipitazione. In questo contesto, la corretta valutazione del bilancio idrico del suolo rappresenta una priorità strategica sia per garantire la sostenibilità della produzione agricola che per supportare l’intensa attività di gestione delle infrastrutture di irrigazione e bonifica, e non per ultimo, le politiche di tutela delle risorse ambientali. Lo sviluppo di strumenti innovativi di monitoraggio e modellazione ha permesso di affinare la stima del bilancio idrico, integrando misure dirette con modelli previsionali. Questi approcci consentono di passare da una gestione del territorio reattiva ad una proattiva, basata su sistemi capaci di segnalare in anticipo situazioni di deficit o surplus idrico critico. Il contributo propone una riflessione sul ruolo di tali approcci nello studio del bilancio idrico del suolo e nella gestione dell’acqua in un contesto di bonifica e irrigazione, evidenziando come le attività di campo, e la capacità predittiva dei modelli, possano supportare l’implementazione di politiche di adattamento e mitigazione a scala locale e regionale. Verranno presentati esempi di applicazione in contesti pilota, con particolare attenzione all’integrazione tra conoscenza scientifica, strumenti operativi e governance territoriale. Solo una sinergia tra monitoraggio avanzato, modelli previsionali e attività di sperimentazione legate al territorio potranno consentire un uso sostenibile della risorsa idrica in scenari di crescente pressione climatica.
Suolo e risorsa idrica: da una gestione del territorio reattiva ad una proattiva
Zaccone C.;
2025-01-01
Abstract
Il cambiamento climatico sta amplificando fenomeni di degrado del suolo e stress idrico, con effetti sempre più evidenti sul tessuto economico e sociale di diverse aree a livello globale, dove l’alternarsi di siccità prolungate ed eventi meteorici estremi mettono sotto pressione infrastrutture, ecosistemi e comunità. Se da un lato l’aumento della frequenza di periodi siccitosi e l’alterazione dei regimi pluviometrici producono effetti diretti sulla disponibilità idrica e sull’effettiva richiesta irrigua, dall’altro le caratteristiche intrinseche dei suoli e la progressiva perdita di sostanza organica influenzano negativamente la capacità di ritenzione idrica e la resilienza stessa dei sistemi agrari. Inoltre, un suolo degradato è ancora più vulnerabile a eventi estremi di precipitazione. In questo contesto, la corretta valutazione del bilancio idrico del suolo rappresenta una priorità strategica sia per garantire la sostenibilità della produzione agricola che per supportare l’intensa attività di gestione delle infrastrutture di irrigazione e bonifica, e non per ultimo, le politiche di tutela delle risorse ambientali. Lo sviluppo di strumenti innovativi di monitoraggio e modellazione ha permesso di affinare la stima del bilancio idrico, integrando misure dirette con modelli previsionali. Questi approcci consentono di passare da una gestione del territorio reattiva ad una proattiva, basata su sistemi capaci di segnalare in anticipo situazioni di deficit o surplus idrico critico. Il contributo propone una riflessione sul ruolo di tali approcci nello studio del bilancio idrico del suolo e nella gestione dell’acqua in un contesto di bonifica e irrigazione, evidenziando come le attività di campo, e la capacità predittiva dei modelli, possano supportare l’implementazione di politiche di adattamento e mitigazione a scala locale e regionale. Verranno presentati esempi di applicazione in contesti pilota, con particolare attenzione all’integrazione tra conoscenza scientifica, strumenti operativi e governance territoriale. Solo una sinergia tra monitoraggio avanzato, modelli previsionali e attività di sperimentazione legate al territorio potranno consentire un uso sostenibile della risorsa idrica in scenari di crescente pressione climatica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



