L'articolo analizza l’opera di Anish Kapoor attraverso la nozione di “scrupolo”, intesa come attenzione minuziosa ma anche come piccola pietra aliena che emerge nello spazio dell’esperienza. Incrociando arte, psicoanalisi e filosofia, l’autrice mostra come gli oggetti di Kapoor non siano espressioni dell’interiorità soggettiva, bensì entità autonome, “terze”, che mettono tra parentesi il rapporto tradizionale tra soggetto e oggetto. In dialogo con il libro "Metafisica dello specchio" di Federico Leoni, l’opera di Kapoor viene letta come una pratica dell’oggetto assoluto: materico e insieme evanescente, interattivo e sublime, capace di far coesistere pieno e vuoto, presenza e assenza. L’esperienza estetica diventa così immersiva e relazionale, invitando lo spettatore a muoversi nello spazio e a ripensare i dualismi fondamentali della metafisica occidentale.
Gli oggetti assoluti di Anish Kapoor
S. Vizzardelli
2023-01-01
Abstract
L'articolo analizza l’opera di Anish Kapoor attraverso la nozione di “scrupolo”, intesa come attenzione minuziosa ma anche come piccola pietra aliena che emerge nello spazio dell’esperienza. Incrociando arte, psicoanalisi e filosofia, l’autrice mostra come gli oggetti di Kapoor non siano espressioni dell’interiorità soggettiva, bensì entità autonome, “terze”, che mettono tra parentesi il rapporto tradizionale tra soggetto e oggetto. In dialogo con il libro "Metafisica dello specchio" di Federico Leoni, l’opera di Kapoor viene letta come una pratica dell’oggetto assoluto: materico e insieme evanescente, interattivo e sublime, capace di far coesistere pieno e vuoto, presenza e assenza. L’esperienza estetica diventa così immersiva e relazionale, invitando lo spettatore a muoversi nello spazio e a ripensare i dualismi fondamentali della metafisica occidentale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



