L'articolo ricostruisce la filosofia di Gilles Deleuze come una vera e propria forma di vita, mettendo in luce il ruolo centrale della differenza, della sensibilità e dell’affetto nella creazione concettuale. Attraverso il confronto con Derrida, Nietzsche, Spinoza e altri pensatori “minori”, emerge una concezione del pensiero come pratica intensiva, capace di sopportare il paradosso e di affrancarsi dalla logica dell’identità e della negazione. Il testo dialoga con la recente biografia concettuale di Domenicali e Vignola, mostrando come l’opera di Deleuze si sviluppi in modo non lineare, rizomatico, e come la sua filosofia continui a offrire strumenti critici per comprendere e abitare la contemporaneità.
Deleuze sensibile
S. Vizzardelli
2024-01-01
Abstract
L'articolo ricostruisce la filosofia di Gilles Deleuze come una vera e propria forma di vita, mettendo in luce il ruolo centrale della differenza, della sensibilità e dell’affetto nella creazione concettuale. Attraverso il confronto con Derrida, Nietzsche, Spinoza e altri pensatori “minori”, emerge una concezione del pensiero come pratica intensiva, capace di sopportare il paradosso e di affrancarsi dalla logica dell’identità e della negazione. Il testo dialoga con la recente biografia concettuale di Domenicali e Vignola, mostrando come l’opera di Deleuze si sviluppi in modo non lineare, rizomatico, e come la sua filosofia continui a offrire strumenti critici per comprendere e abitare la contemporaneità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



