L' articolo mette in discussione l’idea dell’odio come passione immutabile e naturale, interpretandolo invece come un fenomeno anacronistico e logicamente inadeguato rispetto alle acquisizioni del pensiero contemporaneo. Attraverso il dialogo tra psicoanalisi, filosofia e topologia, l’odio viene descritto come una passione “metrica”, legata a logiche di separazione rigide e paranoiche, incapaci di cogliere la compossibilità di interno ed esterno, amore e distruzione. Richiamandosi a Freud, Lacan e Heinrich Mann, il testo mostra come la proliferazione dell’odio segnali una frattura tra pensiero e realtà, spesso sfruttata politicamente. La proposta è quella di sostituire la categoria tradizionale di odio con una grammatica topologica degli affetti, capace di pensare l’“odio non senza amore” e di intercettare in modo non paranoico la conflittualità contemporanea.
L'odio un errore logico?
S. Vizzardelli
2025-01-01
Abstract
L' articolo mette in discussione l’idea dell’odio come passione immutabile e naturale, interpretandolo invece come un fenomeno anacronistico e logicamente inadeguato rispetto alle acquisizioni del pensiero contemporaneo. Attraverso il dialogo tra psicoanalisi, filosofia e topologia, l’odio viene descritto come una passione “metrica”, legata a logiche di separazione rigide e paranoiche, incapaci di cogliere la compossibilità di interno ed esterno, amore e distruzione. Richiamandosi a Freud, Lacan e Heinrich Mann, il testo mostra come la proliferazione dell’odio segnali una frattura tra pensiero e realtà, spesso sfruttata politicamente. La proposta è quella di sostituire la categoria tradizionale di odio con una grammatica topologica degli affetti, capace di pensare l’“odio non senza amore” e di intercettare in modo non paranoico la conflittualità contemporanea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



