Il contributo indaga il rapporto tra memoria traumatica e translinguismo letterario nella produzione in lingua tedesca di autori e autrici contemporanei con retroterra migratorio dall’Europa orientale. La tesi è che una lingua 'altra' rispetto alla lingua nativa possa offrire uno straniamento emotivo particolarmente adeguato alla rappresentazione di memorie traumatiche, altrimenti indicibili. L’analisi viene condotta su tre romanzi familiari: Das besondere Gedächtnis der Rosa Masur (2001) di Vladimir Vertlib, Sogar Papageiein überleben uns (2010) di Olga Martynova e Das achte Leben (für Brilka) (2014) di Nino Haratischwili. Si tratta di testi paradigmatici in questo contesto poiché, oltre a ricostruire memorie familiari traumatiche, tematizzano il plurilinguismo stesso con riflessioni di tipo metalinguistico. Attraverso l’auto-traduzione, il distanziamento emotivo e continui rimandi transculturali, la letteratura plurilingue dall’Europa orientale presenta una visione alternativa della Storia rispetto alle tradizionali narrazioni mono-nazionali, contribuendo in maniera significativa alla comprensione e al superamento di traumi storici e individuali.
Translinguismo e memoria traumatica: prospettive stranianti nella letteratura di lingua tedesca dall'Europa orientale
Elisa Destro
2025-01-01
Abstract
Il contributo indaga il rapporto tra memoria traumatica e translinguismo letterario nella produzione in lingua tedesca di autori e autrici contemporanei con retroterra migratorio dall’Europa orientale. La tesi è che una lingua 'altra' rispetto alla lingua nativa possa offrire uno straniamento emotivo particolarmente adeguato alla rappresentazione di memorie traumatiche, altrimenti indicibili. L’analisi viene condotta su tre romanzi familiari: Das besondere Gedächtnis der Rosa Masur (2001) di Vladimir Vertlib, Sogar Papageiein überleben uns (2010) di Olga Martynova e Das achte Leben (für Brilka) (2014) di Nino Haratischwili. Si tratta di testi paradigmatici in questo contesto poiché, oltre a ricostruire memorie familiari traumatiche, tematizzano il plurilinguismo stesso con riflessioni di tipo metalinguistico. Attraverso l’auto-traduzione, il distanziamento emotivo e continui rimandi transculturali, la letteratura plurilingue dall’Europa orientale presenta una visione alternativa della Storia rispetto alle tradizionali narrazioni mono-nazionali, contribuendo in maniera significativa alla comprensione e al superamento di traumi storici e individuali.| File | Dimensione | Formato | |
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